Residenza fiscale in Paraguay: come funziona
120 giorni, sistema territoriale, redditi esteri, lavoro online, IRP, certificato di residenza fiscale e rapporto con l’Italia: guida completa per capire quando si diventa fiscalmente residenti in Paraguay e quali redditi vengono realmente tassati.
La residenza fiscale in Paraguay viene spesso presentata online attraverso due formule estremamente semplici: “bastano 120 giorni” e “i redditi esteri non vengono tassati”. Entrambe contengono elementi reali, ma se utilizzate senza comprendere la normativa possono portare a conclusioni sbagliate.
Il Paraguay utilizza infatti un sistema nel quale assumono particolare importanza la fonte territoriale del reddito e il domicilio fiscale della persona. La Ley 125/1991 presume la residenza abituale in Paraguay quando una persona permane nel Paese per più di 120 giorni, ma questa regola non dovrebbe essere interpretata come un interruttore automatico capace, da solo, di risolvere qualsiasi questione di residenza fiscale internazionale.
Ancora più importante: diventare fiscalmente residenti in Paraguay non significa automaticamente cessare di essere residenti fiscali in Italia. Le due giurisdizioni applicano criteri differenti e, alla data di aggiornamento di questa guida, non risulta in vigore una convenzione generale contro le doppie imposizioni tra Italia e Paraguay.
Cosa significa essere residenti fiscali in Paraguay?
Essere fiscalmente residenti significa avere con il Paraguay un collegamento tributario riconosciuto secondo la normativa locale. Non è la stessa cosa che possedere semplicemente una residenza migratoria o una Cédula de Identidad.
La Ley 125/1991 disciplina il domicilio fiscale delle persone fisiche e presume che la residenza abituale sia in Paraguay quando la persona permane nel Paese per più di 120 giorni.
La stessa normativa contempla però anche criteri ulteriori. Se non è possibile identificare una residenza abituale, può diventare rilevante il luogo nel quale la persona esercita le proprie attività civili o commerciali.
Una permanenza superiore a 120 giorni costituisce un elemento particolarmente importante per presumere la residenza abituale.
Il luogo nel quale vengono esercitate attività civili o commerciali può assumere rilevanza quando la residenza abituale non è chiaramente determinabile.
Cédula, RUC quando necessario, dichiarazioni e movimento migratorio contribuiscono a costruire una posizione fiscale documentabile.
Anche una volta stabilita la residenza, bisogna determinare quali redditi siano effettivamente di fonte paraguayana.
Due residenti fiscali in Paraguay possono avere carichi tributari molto differenti. Una persona può produrre principalmente redditi di fonte paraguayana, mentre un’altra può detenere prevalentemente investimenti e asset realmente situati all’estero. Nel sistema territoriale la fonte del reddito rimane centrale.
Residenza fiscale in Paraguay: bastano davvero 120 giorni?
La cifra dei 120 giorni deriva dall’articolo 152 della Ley 125/1991. La norma stabilisce che si presume come domicilio della persona fisica in Paraguay il luogo della sua residenza abituale e che tale residenza abituale viene presunta quando la persona vi permane per più di 120 giorni.
Questa regola è importante, ma è spesso trasformata online in una formula troppo semplicistica: “trascorri 121 giorni in Paraguay e diventi automaticamente residente fiscale”.
È più corretto interpretarla come un forte criterio interno di collegamento fiscale, che deve poi essere inserito nella situazione complessiva della persona e nella documentazione richiesta quando si vuole ottenere un certificato fiscale.
Anche se la posizione paraguayana può essere costruita con una presenza inferiore alla maggior parte dell’anno, l’Italia utilizza criteri completamente differenti. Una persona potrebbe quindi avere una posizione fiscalmente rilevante in Paraguay e continuare contemporaneamente a essere considerata fiscalmente residente in Italia.
È meglio limitarsi a 121 giorni?
Per chi vuole utilizzare il Paraguay come vera residenza fiscale internazionale, costruire il trasferimento con il minimo numero possibile di giorni può rendere la situazione più difficile da dimostrare rispetto a una presenza sostanziale accompagnata da abitazione, attività, rapporti bancari e vita personale coerenti.
La strategia non dovrebbe quindi essere: “qual è il minimo numero di giorni che devo trascorrere?”. La domanda più utile è: “quali fatti dimostrano che il Paraguay è realmente diventato la mia base?”.
Residenza migratoria e residenza fiscale in Paraguay sono la stessa cosa?
No. La residenza migratoria viene concessa dalla Dirección Nacional de Migraciones e stabilisce il diritto dello straniero a risiedere nel Paese.
La posizione fiscale riguarda invece il rapporto con la Dirección Nacional de Ingresos Tributarios e l’applicazione delle norme tributarie.
| Documento / status | Cosa dimostra | Cosa non dimostra automaticamente |
|---|---|---|
| Residenza temporanea | Diritto migratorio a vivere nel Paese per il periodo autorizzato | Non prova da sola la residenza fiscale internazionale |
| Residenza permanente | Diritto indefinito a risiedere in Paraguay | Non determina automaticamente la tassazione di ogni reddito |
| Cédula | Identità locale e status amministrativo | Non è un Certificado de Residencia Fiscal |
| RUC | Registrazione presso l’amministrazione tributaria quando necessaria | Non prova da solo che la persona abbia cessato la residenza fiscale italiana |
| Certificato di Residenza Fiscale | Certifica la condizione fiscale riconosciuta dalla DNIT per il periodo interessato | Non obbliga automaticamente l’Italia a considerare cessata la propria residenza domestica |
Mostrare una Cédula paraguayana a una banca o a un consulente italiano non equivale a dimostrare automaticamente che durante quello stesso anno il Paraguay fosse l’unica giurisdizione di residenza fiscale.
Come ottenere il Certificato di Residenza Fiscale in Paraguay
La Dirección Nacional de Ingresos Tributarios dispone di una procedura specifica per il rilascio del Certificado de Residencia Fiscal para Fines Tributarios, regolata dalla Resolución General n. 65/2020.
Il certificato serve a documentare che la persona viene riconosciuta come residente in Paraguay ai fini tributari per il periodo o esercizio fiscale indicato.
Se la persona è già contribuente
- deve avere un RUC;
- deve essere in regola con i propri obblighi tributari;
- deve presentare la Cédula de Identidad vigente;
- deve produrre la Constancia de Movimiento Migratorio relativa al periodo fiscale interessato.
Se la persona non è contribuente
La normativa contempla anche la richiesta da parte di una persona non iscritta come contribuente. Rimangono necessarie la Cédula vigente e, per la persona fisica, la documentazione del movimento migratorio relativa al periodo per il quale viene chiesto il certificato.
Quanto tempo serve?
La Resolución General n. 65 prevede, in caso di accettazione della richiesta completa, l’emissione del certificato entro 10 giorni lavorativi.
Quanto dura?
Il certificato fiscale ha una validità di un anno dalla data di emissione.
La DNIT richiede espressamente per le persone fisiche la documentazione ufficiale degli ingressi e delle uscite relativa al periodo fiscale per il quale viene richiesto il certificato. Chi pianifica la propria residenza fiscale dovrebbe quindi mantenere un controllo preciso dei giorni trascorsi nel Paese.
Come funziona il sistema fiscale territoriale del Paraguay?
Il Paraguay non applica alla persona fisica un sistema identico a quello italiano basato automaticamente sul reddito mondiale del residente.
La Ley 6380/2019 stabilisce che l’Impuesto a la Renta Personal riguarda le rendite di fonte paraguayana. Sono quindi centrali attività sviluppate nel territorio, beni situati in Paraguay e diritti utilizzati economicamente nel Paese.
Può generare reddito di fonte paraguayana anche quando cliente o soggetto pagatore si trovano all’estero.
Redditi e plusvalenze collegati a beni locali possono rientrare nella tassazione paraguayana.
Interessi e rendimenti derivanti da determinate forme di investimento locale possono essere considerati di fonte paraguayana.
Può ricevere un trattamento differente quando la fonte economica è effettivamente collocata fuori dal Paraguay e non intervengono specifiche regole di attrazione alla fonte paraguayana.
Il luogo nel quale viene ricevuto il bonifico non determina la fonte. Una persona può essere pagata su un conto svizzero o americano e produrre comunque reddito di fonte paraguayana se l’attività viene svolta materialmente in Paraguay.
Come capire se un reddito è di fonte paraguayana o estera
Questa distinzione è molto più importante della semplice domanda “dove si trova il mio cliente?”.
| Situazione | Analisi da effettuare |
|---|---|
| Consulente che lavora da Asunción per clienti italiani | La prestazione viene materialmente svolta in Paraguay e può quindi configurare reddito di fonte paraguayana |
| Dipendente che lavora fisicamente in Paraguay | Il luogo di svolgimento dell’attività personale è un elemento centrale della fonte |
| Appartamento situato in Paraguay | Canoni e plusvalenze derivano da un bene situato nel Paese |
| Appartamento situato in Italia | La fonte dell’investimento immobiliare è collegata all’Italia e deve essere analizzata secondo le regole dei due Paesi |
| Deposito presso banca paraguayana | I rendimenti derivano da una collocazione di capitale nel Paese |
| Portafoglio finanziario realmente detenuto all’estero | La fonte deve essere analizzata in funzione dello strumento e del soggetto che produce o corrisponde il rendimento |
La Ley 6380 contempla inoltre alcune ipotesi specifiche nelle quali servizi svolti fuori dal Paraguay possono essere considerati di fonte paraguayana, ad esempio quando determinati servizi personali vengono prestati a contribuenti paraguayani dell’IRE o dell’IRP.
La stessa persona può avere contemporaneamente un’attività professionale imponibile in Paraguay, un immobile che produce reddito in Italia e un portafoglio finanziario internazionale. Non è corretto applicare un’unica etichetta fiscale a tutto il patrimonio.
Remote worker in Paraguay: i clienti esteri significano reddito estero?
No. Questo è probabilmente l’errore più importante da evitare per professionisti digitali, consulenti, programmatori, creator e lavoratori da remoto.
La DNIT ha chiarito che i servizi personali svolti materialmente nel territorio paraguayano costituiscono reddito di fonte paraguayana indipendentemente dal luogo nel quale è stato firmato il contratto, dalla nazionalità del cliente e dal luogo dal quale proviene il pagamento.
Esempio
Un consulente vive ad Asunción per nove mesi all’anno, utilizza un ufficio nella propria abitazione e lavora quotidianamente per dieci clienti italiani. Le fatture vengono pagate su un conto europeo.
Il fatto che clienti e banca siano europei non permette, da solo, di descrivere il reddito come estero. L’attività che produce il reddito viene infatti svolta fisicamente in Paraguay.
Il sistema territoriale può essere particolarmente interessante per alcune rendite patrimoniali internazionali, ma è molto meno semplice quando il reddito deriva direttamente dal lavoro personale svolto dal contribuente mentre si trova fisicamente in Paraguay.
Come vengono trattati investimenti e redditi esteri?
Il principio territoriale può diventare particolarmente interessante per chi possiede un patrimonio internazionale, ma bisogna distinguere le diverse categorie di reddito.
Immobili all’estero
Un immobile situato fuori dal Paraguay non dovrebbe essere analizzato come un immobile paraguayano. Rimangono però rilevanti la fiscalità del Paese nel quale si trova l’immobile e, per un italiano, l’eventuale posizione fiscale ancora esistente in Italia.
Portafogli finanziari
Azioni, obbligazioni, fondi, depositi e altre attività finanziarie devono essere analizzati in funzione della loro effettiva fonte. Non è sufficiente spostare il deposito titoli presso un intermediario straniero per ottenere automaticamente un determinato trattamento.
Plusvalenze
L’IRP comprende anche rendite e guadagni di capitale di fonte paraguayana. L’aliquota generale pubblicata dalla DNIT per questa categoria è dell’8%.
Dividendi di società paraguayane
Le distribuzioni effettuate da imprese paraguayane rientrano nel regime dell’Impuesto a los Dividendos y a las Utilidades, che deve essere analizzato separatamente rispetto al normale IRP.
Un investitore che vive principalmente di patrimonio internazionale può avere una situazione molto diversa da un professionista che genera ogni mese il proprio reddito attraverso il lavoro personale svolto ad Asunción.
IRP in Paraguay: quanto paga una persona fisica?
L’Impuesto a la Renta Personal è l’imposta paraguayana applicabile alle persone fisiche sulle categorie di reddito previste dalla normativa.
Servizi personali
Per i redditi derivanti dalla prestazione di servizi personali le aliquote sono progressive: 8%, 9% e 10% sulla renta neta imponibile secondo gli scaglioni previsti.
Rendite e plusvalenze di capitale
Per la categoria Rentas y Ganancias del Capital la DNIT indica generalmente un’aliquota dell’8%.
Soglia per i servizi personali
La Ley 6380 prevede per i redditi derivanti da servizi personali una soglia annua di riferimento di 80 milioni di guaraníes di redditi lordi imponibili. Una volta superata, il contribuente entra nel relativo regime secondo le modalità previste dalla normativa.
| Categoria | Aliquota indicativa |
|---|---|
| Servizi personali | 8%, 9% e 10% sulla renta neta imponibile |
| Rendite e plusvalenze di capitale IRP | 8% |
| Reddito societario IRE | 10% sulla renta neta imponibile nel regime generale |
| Dividendi e utili | Regime IDU separato, da analizzare secondo residenza del percettore e distribuzione |
IRP, IRE, IDU e IVA sono imposte differenti. Dire semplicemente che “in Paraguay si paga il 10%” non descrive correttamente il sistema fiscale e può essere particolarmente fuorviante per una persona che possiede società, investimenti e redditi professionali contemporaneamente.
Aprire una società in Paraguay cambia la residenza fiscale personale?
No. Una società paraguayana e la residenza fiscale del socio sono due questioni separate.
La società può essere fiscalmente soggetta all’IRE sui redditi imponibili secondo le regole paraguayane, mentre la persona fisica deve analizzare separatamente IRP, eventuali dividendi e la propria residenza internazionale.
Società EAS
Una Empresa por Acciones Simplificadas può essere utile per un’attività reale, ma non trasforma automaticamente tutti i redditi del socio in redditi societari né rende fiscalmente residente in Paraguay una persona che continua a vivere altrove.
Se lavori personalmente per la tua società
Bisogna distinguere il reddito della società dalla remunerazione o dagli altri redditi che la persona riceve. La presenza di un’entità giuridica non cancella il fatto che determinati servizi possano essere materialmente prestati dal socio in Paraguay.
La domanda deve essere prima di tutto economica: a cosa serve la società, dove opera, chi gestisce i clienti, quali costi ha e come verranno distribuiti gli utili? Soltanto dopo si determina il trattamento fiscale complessivo.
Come smettere di essere fiscalmente residenti in Italia trasferendosi in Paraguay
Per un cittadino italiano questa è spesso la parte più delicata dell’intero progetto.
Dal 2024 l’articolo 2 del TUIR considera fiscalmente residenti in Italia le persone che, per la maggior parte del periodo d’imposta considerando anche le frazioni di giorno, soddisfano anche uno solo dei principali criteri previsti:
- residenza in Italia ai sensi del Codice Civile;
- domicilio in Italia;
- presenza fisica in Italia.
Ai fini fiscali italiani, il domicilio viene definito come il luogo nel quale si sviluppano principalmente le relazioni personali e familiari della persona.
L’iscrizione nelle anagrafi della popolazione residente per la maggior parte del periodo d’imposta determina inoltre una presunzione relativa di residenza.
Una persona potrebbe trascorrere 130 giorni in Paraguay e soddisfare un criterio paraguayano, ma trascorrere contemporaneamente più di metà dell’anno in Italia oppure mantenere qui la propria residenza o il principale domicilio personale. In quel caso il problema italiano rimane.
AIRE
Il cittadino che trasferisce effettivamente la propria residenza all’estero deve presentare la richiesta di iscrizione all’AIRE al consolato competente entro 90 giorni dall’effettivo trasferimento.
L’AIRE è importante, ma non è da sola sufficiente per stabilire la residenza fiscale. Deve essere coerente con il luogo nel quale la persona vive realmente.
Famiglia in Italia
Dopo la riforma italiana del 2024, le relazioni personali e familiari hanno un peso particolarmente evidente nella definizione fiscale del domicilio. Un trasferimento nel quale coniuge, figli, abitazione e vita personale principale rimangono in Italia necessita quindi di un’analisi molto più attenta.
Esiste una Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Paraguay?
Alla data di aggiornamento di questa guida, non risulta in vigore una convenzione generale contro le doppie imposizioni tra Italia e Paraguay.
L’elenco ufficiale della DNIT riporta attualmente convenzioni complete vigenti con Cile, Taiwan, Emirati Arabi Uniti, Uruguay, Qatar e Spagna. L’Italia non figura nell’elenco.
Tra Paesi collegati da una convenzione fiscale esistono normalmente regole specifiche per risolvere una situazione nella quale la stessa persona viene considerata residente da entrambe le giurisdizioni. Tra Italia e Paraguay non è oggi disponibile una normale convenzione generale con i classici criteri successivi di permanent home, centro degli interessi vitali e dimora abituale.
Cosa succede se entrambe le giurisdizioni rivendicano la residenza?
La situazione diventa più complessa e deve essere affrontata attraverso le rispettive normative domestiche, verificando anche il trattamento e gli eventuali strumenti disponibili per le singole categorie di reddito.
Questo rende particolarmente importante costruire il trasferimento in maniera netta, evitando una struttura nella quale la persona cerca di essere fiscalmente residente in Paraguay mantenendo contemporaneamente quasi tutta la propria vita effettiva in Italia.
RUC, conto corrente e prova della residenza fiscale
Un trasferimento fiscale credibile viene normalmente accompagnato da una serie di elementi coerenti, anche se nessuno di essi, preso isolatamente, risolve automaticamente la questione.
Permette di dimostrare i giorni effettivamente trascorsi in Paraguay ed è richiesto dalla procedura del certificato fiscale.
Documenta la posizione personale e amministrativa locale.
Diventa necessario quando la persona assume obblighi fiscali e svolge attività che richiedono la registrazione tributaria.
Un contratto stabile o una proprietà sono coerenti con una reale permanenza nel Paese.
Può documentare la vita economica locale, pur non rappresentando da solo una prova di residenza fiscale.
Quando dovute, dimostrano che il contribuente sta gestendo realmente i propri obblighi con la DNIT.
Aprire conto, società e RUC senza vivere realmente in Paraguay non equivale a trasferire il centro della propria vita. I documenti dovrebbero essere la conseguenza della realtà, non il tentativo di sostituirla.
Alessandro, 50 anni: 130 giorni in Paraguay sono sufficienti?
Immaginiamo una situazione frequente tra gli italiani interessati alla fiscalità paraguayana.
Fattura circa 160.000 euro all’anno, dispone di 600.000 euro tra liquidità e investimenti e possiede ancora un appartamento in Italia. Sua moglie vive con lui, mentre il figlio universitario rimane in Italia.
Alessandro ottiene la residenza paraguayana e legge che sono sufficienti 120 giorni per diventare fiscalmente residente in Paraguay.
La soluzione apparentemente semplice
Decide quindi di trascorrere 130 giorni ad Asunción, 190 giorni in Italia e il resto dell’anno viaggiando.
Continua inoltre a lavorare durante i periodi trascorsi in Italia e mantiene l’abitazione italiana pienamente disponibile.
Il problema
Dal punto di vista paraguayano i 130 giorni possono assumere rilevanza per il domicilio fiscale. Ma sul lato italiano Alessandro è fisicamente presente in Italia per più della metà dell’anno.
Non avrebbe quindi senso utilizzare il certificato paraguayano come se annullasse automaticamente la normativa italiana.
Strategia A: vera seconda residenza, fiscalità ancora italiana
Alessandro mantiene inizialmente la residenza fiscale italiana e utilizza il Paraguay come seconda base. Ottiene residenza e Cédula, apre eventualmente un conto locale e verifica se vuole realmente trasferirsi.
Questa strategia è meno aggressiva e consente di testare il Paese senza costruire una posizione fiscale incoerente.
Strategia B: trasferimento reale in Paraguay
Se Alessandro decide che il Paraguay deve diventare la propria base principale, riduce sostanzialmente la presenza in Italia, prende un’abitazione stabile ad Asunción, trasferisce con sé il coniuge e organizza da lì la propria vita quotidiana.
Gestisce l’AIRE, tiene sotto controllo i giorni trascorsi in Italia e richiede, quando ne ricorrono i presupposti, il Certificado de Residencia Fiscal paraguayano.
Ma cosa succede al reddito da consulenza?
Qui emerge un secondo errore possibile. Alessandro potrebbe pensare che, poiché i suoi clienti sono italiani, tutti i compensi siano di fonte estera.
Se però svolge personalmente le consulenze dal proprio ufficio di Asunción, quei servizi devono essere analizzati come attività realizzata nel territorio paraguayano e non semplicemente come “reddito estero”.
Strategia C: patrimonio internazionale separato dal lavoro
Alessandro possiede anche investimenti finanziari e un appartamento all’estero. Questi asset vengono analizzati separatamente rispetto al reddito professionale, perché nel sistema territoriale ogni fonte deve essere qualificata individualmente.
La vera lezione
La domanda non è soltanto “quanti giorni devo stare in Paraguay?”. Bisogna coordinare giorni, vita personale, posizione italiana e natura dei redditi. Solo così il trasferimento può essere costruito in maniera coerente.
Come costruire la residenza fiscale in Paraguay: procedura passo-passo
Analizzare la posizione italiana prima di partire
Verificare residenza, domicilio, famiglia, presenza fisica, società e attività economiche che rimarranno in Italia.
Ottenere una posizione migratoria regolare
Residenza temporanea o permanente devono essere coerenti con il progetto personale.
Stabilire un’abitazione reale
Affitto o proprietà dovrebbero rappresentare la vera base della persona e non un semplice indirizzo formale.
Controllare accuratamente i giorni
Conservare un calendario degli ingressi e delle uscite da Paraguay e Italia e confrontarlo periodicamente con il movimento migratorio ufficiale.
Classificare le fonti di reddito
Separare lavoro personale, società, dividendi, interessi, immobili, investimenti e plusvalenze.
Determinare dove viene prodotto ciascun reddito
Il luogo della banca o del cliente non deve essere utilizzato come unico criterio.
Aprire il RUC quando necessario
Se l’attività o i redditi generano obblighi tributari, gestire correttamente la registrazione presso la DNIT.
Presentare le dichiarazioni dovute
IRP e altri tributi devono essere gestiti secondo le categorie applicabili e non sulla base dell’idea generica che il Paraguay sia tax free.
Gestire l’AIRE
Quando il trasferimento dall’Italia diventa effettivo, adempiere agli obblighi anagrafici nei termini previsti.
Richiedere il Certificato di Residenza Fiscale
Preparare Cédula, eventuale posizione RUC, regolarità fiscale e movimento migratorio del periodo interessato.
Rivedere la situazione ogni anno
Un trasferimento fiscale può cambiare se cambiano famiglia, giorni di presenza, abitazione, società o modalità con cui viene svolto il lavoro.
Errori da evitare con la residenza fiscale in Paraguay
Si utilizza la presunzione paraguayana come se risolvesse automaticamente anche la posizione fiscale italiana.
Un documento d’identità viene presentato come prova definitiva della residenza tributaria.
Il lavoro viene svolto da Asunción ma la fattura viene considerata offshore soltanto perché il cliente è europeo.
Il luogo nel quale arriva il pagamento viene confuso con il luogo nel quale viene prodotto il reddito.
IRP, IRE, rendite di capitale e dividendi hanno regole e aliquote differenti.
La struttura viene creata esclusivamente per trasformare formalmente il reddito personale in reddito societario.
La presenza fisica italiana può da sola diventare uno dei criteri determinanti della residenza fiscale.
Si ignora il peso che le relazioni personali e familiari hanno oggi nella definizione italiana del domicilio fiscale.
Si immagina di poter risolvere una doppia residenza attraverso tie-breaker convenzionali che oggi non risultano disponibili tra i due Paesi.
La DNIT richiede la documentazione ufficiale relativa alla presenza nel Paese per il periodo fiscale interessato.
Domande frequenti sulla residenza fiscale in Paraguay
Quanti giorni servono per essere residenti fiscali in Paraguay?
La normativa sul domicilio fiscale presume la residenza abituale nel Paese quando la persona vi permane per più di 120 giorni. Tuttavia è prudente non considerare questa soglia come un automatismo capace di risolvere qualsiasi situazione fiscale internazionale.
121 giorni in Paraguay sono sufficienti?
I 120 giorni costituiscono un criterio importante della normativa paraguayana, ma la posizione effettiva deve essere analizzata insieme a domicilio, attività, documentazione fiscale e situazione negli altri Paesi interessati.
Serve avere la residenza permanente?
Residenza migratoria e residenza fiscale sono istituti differenti. La posizione migratoria regolare rappresenta comunque un elemento importante e rende più coerente un trasferimento effettivo.
La Cédula dimostra che sono fiscalmente residente?
No. La Cédula è un documento di identificazione locale. Il Certificado de Residencia Fiscal è un documento tributario differente rilasciato dalla DNIT secondo la procedura prevista.
Come ottengo il Certificato di Residenza Fiscale?
La richiesta viene presentata alla DNIT. Quando il richiedente è contribuente deve avere RUC, essere in regola con gli obblighi tributari e presentare la Cédula; per una persona fisica deve inoltre essere prodotta la Constancia de Movimiento Migratorio relativa al periodo fiscale interessato.
Quanto tempo impiega la DNIT?
La Resolución General n. 65 prevede, in caso di domanda accettata e completa, l’emissione del certificato entro dieci giorni lavorativi.
Quanto dura il certificato?
La validità prevista è di un anno dalla data di emissione.
Il Paraguay tassa il reddito mondiale?
Il sistema paraguayano è prevalentemente territoriale. L’IRP riguarda le rendite di fonte paraguayana secondo le definizioni previste dalla Ley 6380 e dalle norme applicabili.
Se ricevo dividendi o interessi dall’estero sono automaticamente esenti?
Non è prudente utilizzare una risposta automatica. La natura dell’investimento, il soggetto pagatore, la localizzazione economica dell’asset e le eventuali regole specifiche devono essere verificati prima di classificare il reddito come estero.
Se lavoro online da Paraguay per clienti italiani pago tasse in Paraguay?
Un servizio personale svolto materialmente nel territorio paraguayano può costituire reddito di fonte paraguayana indipendentemente da dove si trovi il cliente e da dove provenga il pagamento.
Se vengo pagato su un conto svizzero cambia qualcosa?
Il conto corrente non determina da solo la fonte. Un servizio svolto in Paraguay non diventa estero soltanto perché il pagamento arriva su una banca straniera.
Quanto paga un professionista con l’IRP?
Per i servizi personali le aliquote applicabili sono progressive e pari all’8%, 9% e 10% sulla renta neta imponibile secondo gli scaglioni previsti.
Qual è l’aliquota sulle plusvalenze e rendite di capitale?
Per le Rentas y Ganancias del Capital rientranti nell’IRP l’aliquota generale pubblicata dalla DNIT è dell’8%.
Quanto paga una società paraguayana?
Il regime generale IRE applica normalmente un’aliquota del 10% sulla renta neta imponibile, mentre la distribuzione degli utili deve essere analizzata separatamente attraverso il regime IDU.
Aprire una EAS mi rende fiscalmente residente?
No. Costituire o possedere una società paraguayana non determina automaticamente la residenza fiscale personale del socio.
Se sono fiscalmente residente in Paraguay smetto automaticamente di esserlo in Italia?
No. L’Italia applica autonomamente i propri criteri relativi a residenza, domicilio e presenza fisica per la maggior parte del periodo d’imposta.
Basta iscriversi all’AIRE?
No. L’AIRE è un adempimento fondamentale per chi trasferisce realmente la propria residenza all’estero, ma non sostituisce l’analisi fiscale dei criteri previsti dal TUIR.
Quanto tempo ho per iscrivermi all’AIRE?
Il cittadino italiano che trasferisce la propria residenza all’estero deve presentare la richiesta al consolato competente entro 90 giorni dall’effettivo trasferimento.
Esiste una Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Paraguay?
Alla data di aggiornamento di questa guida non risulta in vigore una convenzione generale contro le doppie imposizioni tra Italia e Paraguay. L’elenco ufficiale DNIT delle convenzioni complete vigenti non comprende attualmente l’Italia.
Questo rende il trasferimento impossibile?
No. Significa però che la pianificazione deve essere ancora più accurata, perché non è disponibile una normale convenzione bilaterale generale per risolvere automaticamente un eventuale conflitto di doppia residenza.
La fiscalità del Paraguay può essere interessante, ma non funziona con due formule magiche
Il Paraguay offre un sistema molto diverso da quello italiano: territorialità, aliquote personali relativamente contenute e una soglia di presenza fiscale più bassa rispetto al classico riferimento dei 183 giorni utilizzato in molte altre giurisdizioni.
Ma trasformare tutto in “121 giorni e zero tasse sui redditi esteri” è pericolosamente semplicistico.
Prima bisogna stabilire se la persona ha costruito realmente la propria posizione fiscale paraguayana. Successivamente bisogna classificare ogni fonte di reddito: lavoro personale, società, dividendi, investimenti, immobili e plusvalenze possono avere trattamenti differenti.
Per un italiano esiste infine un terzo livello: dimostrare che sono cessati i criteri di residenza fiscale previsti dal TUIR, tenendo conto anche della presenza fisica e delle relazioni personali e familiari.
La residenza fiscale in Paraguay dovrebbe quindi essere considerata un progetto di trasferimento internazionale, non semplicemente l’acquisto di una Cédula o il conteggio del numero minimo di giorni.
Vuoi valutare un trasferimento fiscale in Paraguay?
Capitalia può analizzare presenza fisica, residenza migratoria, Cédula, RUC, attività professionale, società, investimenti, provenienza dei redditi, Certificato di Residenza Fiscale, AIRE e criteri italiani, verificando prima del trasferimento quali redditi sarebbero realmente di fonte paraguayana e quali potrebbero avere un trattamento differente.
Le legislazioni cambiano costantemente. Criteri di residenza fiscale, norme sulla territorialità, aliquote, soglie fiscali, requisiti documentali, procedure bancarie e condizioni dei programmi di residenza possono essere modificati anche in tempi relativamente brevi.
Il modo migliore è quello di contattarci per avere un’analisi personalizzata della propria situazione, verificando le regole effettivamente vigenti nel momento in cui si decide di procedere.



