Convenzione Italia-Panama: residenza, fiscalità e doppia imposizione
Residenza fiscale, 183 giorni, AIRE, centro degli interessi vitali, immobili, dividendi, interessi, lavoro, pensioni, società e credito per le imposte pagate all’estero: guida completa alla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Panama.
La Convenzione Italia-Panama contro le doppie imposizioni non serve a stabilire semplicemente quale Paese abbia le tasse più basse. Serve soprattutto a coordinare due sistemi fiscali differenti quando la stessa persona, società o fonte di reddito presenta collegamenti con entrambi gli Stati.
Questo diventa particolarmente importante per un italiano che si trasferisce a Panama ma mantiene immobili, società, pensioni o investimenti in Italia, oppure per una persona che continua a essere residente fiscale italiana ma investe e produce redditi a Panama.
La Convenzione stabilisce quale Stato possa tassare determinate categorie di reddito, quando entrambi possono tassare lo stesso reddito e come deve essere eliminata l’eventuale doppia imposizione.
Non sostituisce però le norme interne. Prima si deve stabilire cosa prevedono Italia e Panama secondo le rispettive legislazioni; successivamente, quando entrambe rivendicano un diritto di imposizione o una residenza fiscale, entra in gioco la Convenzione.
Cos’è la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Panama?
È un accordo internazionale con il quale Italia e Panama hanno definito regole comuni per evitare che lo stesso reddito venga tassato due volte senza un adeguato meccanismo di coordinamento.
La Convenzione è stata firmata il 30 dicembre 2010.
In Italia è stata ratificata attraverso la Legge 3 novembre 2016 n. 208.
È entrata internazionalmente in vigore il 1° giugno 2017 e le disposizioni relative alle ritenute e agli esercizi fiscali hanno iniziato ad applicarsi dal 1° gennaio 2018 secondo quanto previsto dall’articolo 27.
Cosa disciplina?
- residenza fiscale;
- doppia residenza;
- stabile organizzazione;
- utili delle imprese;
- immobili;
- dividendi;
- interessi;
- royalties;
- servizi professionali;
- lavoro dipendente;
- plusvalenze;
- pensioni;
- funzioni pubbliche;
- eliminazione della doppia imposizione;
- procedura amichevole;
- scambio di informazioni.
Non diventi fiscalmente residente a Panama perché esiste un trattato con l’Italia. Devi prima soddisfare i requisiti previsti dalla normativa panamense. La Convenzione interviene successivamente per coordinare i due sistemi.
Quali imposte sono coperte dalla Convenzione?
La Convenzione riguarda principalmente le imposte sul reddito.
Per l’Italia
- IRPEF;
- IRES;
- IRAP;
- imposte future di natura identica o sostanzialmente analoga.
Per Panama
Il trattato prende come riferimento l’Impuesto sobre la Renta previsto dal Código Fiscal panamense e le relative disposizioni.
Gli obblighi italiani relativi al possesso di immobili, conti e attività finanziarie estere devono essere verificati separatamente. Una Convenzione sulle imposte sul reddito non significa che ogni imposta patrimoniale o obbligo dichiarativo italiano venga cancellato.
Come funziona la residenza fiscale nella Convenzione Italia-Panama?
La Convenzione parte dalle rispettive legislazioni nazionali.
È residente di uno Stato, ai fini del trattato, chi è assoggettato a imposizione in quello Stato in ragione di elementi come:
- domicilio;
- residenza;
- sede della direzione;
- luogo di costituzione;
- altri criteri di natura analoga.
La definizione convenzionale esclude però chi sia assoggettato a imposta in uno Stato esclusivamente per redditi provenienti da fonti localizzate in quello Stato.
Per questo, quando si vuole beneficiare concretamente della Convenzione, la sola residenza migratoria non è sufficiente: bisogna essere in grado di dimostrare anche la propria posizione fiscale.
Il permesso permanente ottenuto grazie al Trattato Italia-Panama, al Pensionado o attraverso un investimento riguarda l’immigrazione. La residenza fiscale viene determinata attraverso regole differenti.
Quando l’Italia considera fiscalmente residente una persona?
Dal 2024 la normativa italiana considera fiscalmente residente la persona che, per la maggior parte del periodo d’imposta, considerando anche le frazioni di giorno, soddisfa almeno uno dei criteri previsti dall’articolo 2 del TUIR.
I principali criteri sono:
- residenza ai sensi del codice civile in Italia;
- domicilio in Italia;
- presenza fisica nel territorio italiano.
Ai fini fiscali, il domicilio è definito come il luogo nel quale si sviluppano principalmente le relazioni personali e familiari della persona.
L’iscrizione nelle anagrafi italiane per la maggior parte del periodo d’imposta costituisce inoltre una presunzione relativa di residenza, cioè una presunzione che può essere contrastata attraverso prova contraria nei casi previsti.
AIRE
L’iscrizione all’AIRE è un adempimento importante per chi trasferisce realmente la propria residenza all’estero, ma non rappresenta da sola una garanzia assoluta di non residenza fiscale italiana.
Presenza fisica, residenza e domicilio devono essere valutati insieme. Una persona può trascorrere molto tempo fuori dall’Italia e mantenere comunque elementi sufficienti per una contestazione della propria residenza.
Quando si diventa residenti fiscali a Panama?
La normativa panamense considera fiscalmente residente una persona fisica, tra le altre ipotesi, quando permane nel territorio nazionale per più di 183 giorni, consecutivi o alterni, nel periodo fiscale rilevante secondo le regole previste dal Código Fiscal.
La DGI considera inoltre altri elementi collegati alla presenza di una vera abitazione e alla posizione personale del contribuente nei casi previsti dalla normativa.
Per il certificato fiscale
La Dirección General de Ingresos può richiedere documentazione come:
- passaporto;
- movimenti migratori;
- prova della permanenza;
- abitazione in Panama;
- contratto di locazione o proprietà;
- centro degli interessi economici;
- centro degli interessi familiari;
- ulteriore documentazione sulla presenza effettiva.
Un italiano può ottenere rapidamente una residenza permanente panamense e continuare a essere fiscalmente residente in Italia se la propria vita rimane sostanzialmente organizzata in Italia.
Panama è ancora nella lista italiana dei Paesi fiscalmente privilegiati?
Questo è un punto particolarmente importante per un cittadino italiano.
Panama continua a comparire nell’elenco del D.M. 4 maggio 1999 utilizzato nell’ambito della presunzione di residenza fiscale prevista dall’articolo 2, comma 2-bis, del TUIR.
In termini pratici, il cittadino italiano che si cancella dall’anagrafe italiana e trasferisce la propria residenza in uno Stato incluso nell’elenco deve prestare particolare attenzione alla capacità di dimostrare che il trasferimento sia reale.
Cosa significa?
Non significa che un italiano non possa diventare fiscalmente residente a Panama.
Significa che bisogna essere in grado di documentare concretamente elementi come:
- abitazione effettiva a Panama;
- presenza fisica;
- famiglia;
- attività lavorativa;
- interessi economici;
- vita quotidiana;
- conti e utenze;
- certificato di residenza fiscale panamense;
- riduzione dei collegamenti personali con l’Italia.
È la stessa cosa della lista UE?
No. L’elenco italiano del 1999 utilizzato per la presunzione di residenza delle persone fisiche non deve essere confuso con la lista europea delle giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali né con altre liste utilizzate per finalità differenti.
La Convenzione diventa però fondamentale quando Italia e Panama rivendicano entrambe la residenza fiscale della stessa persona, perché contiene propri criteri per determinare lo Stato di residenza ai fini del trattato.
Cosa succede se Italia e Panama ti considerano entrambi fiscalmente residente?
È precisamente il problema affrontato dall’articolo 4 della Convenzione.
Quando una persona fisica risulta residente secondo le norme interne di entrambi gli Stati, viene applicata una sequenza di criteri denominata comunemente tie-breaker rule.
Abitazione permanente
Si verifica in quale Stato la persona dispone di un’abitazione permanente.
Centro degli interessi vitali
Se esiste un’abitazione permanente in entrambi i Paesi, si guarda allo Stato con il quale le relazioni personali ed economiche sono più strette.
Soggiorno abituale
Se il centro degli interessi vitali non può essere determinato, si considera dove la persona soggiorna abitualmente.
Nazionalità
Se il soggiorno abituale non permette di risolvere il conflitto, viene considerata la nazionalità.
Accordo tra autorità
Se neppure la nazionalità risolve la situazione, le autorità competenti dei due Stati devono affrontare la questione attraverso un accordo.
Il numero di giorni è importante nelle normative nazionali e successivamente può incidere sul soggiorno abituale, ma la Convenzione utilizza prima abitazione permanente e centro degli interessi vitali.
Cosa succede se ci si trasferisce da Italia a Panama durante l’anno?
Il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione contiene una disposizione particolarmente interessante sul cambio di residenza durante l’anno.
Quando una persona è considerata residente di uno Stato soltanto per una parte dell’anno e dell’altro Stato per il resto dell’anno, il Protocollo prevede, nei limiti in cui l’imposizione dipenda dalla residenza, che:
- l’assoggettamento nello Stato precedente termini alla fine del giorno del cambio di domicilio;
- nell’altro Stato inizi dal giorno successivo.
Questa disposizione può diventare molto importante nell’anno del trasferimento.
Bisogna prima verificare che i fatti e le normative dei due Paesi permettano effettivamente di identificare un cambio di residenza rilevante ai fini della Convenzione. Data del volo, AIRE o emissione della carta di residenza non dovrebbero essere utilizzate isolatamente.
Come vengono tassati gli immobili tra Italia e Panama?
L’articolo 6 stabilisce un principio molto importante: i redditi derivanti da un immobile possono essere tassati nello Stato nel quale l’immobile è situato.
Italiano residente in Italia con appartamento a Panama
Panama può tassare il reddito prodotto dall’immobile panamense.
Poiché il proprietario rimane fiscalmente residente italiano, deve poi verificare anche la tassazione italiana e il meccanismo per eliminare l’eventuale doppia imposizione.
Residente a Panama con appartamento in Italia
L’Italia conserva il diritto di tassare il reddito derivante dall’immobile italiano.
La Convenzione elimina IVIE?
No automaticamente. La Convenzione riguarda le imposte sul reddito indicate dal trattato, mentre gli obblighi patrimoniali italiani relativi agli immobili esteri devono essere valutati separatamente.
La fonte immobiliare rimane legata allo Stato nel quale si trova fisicamente la proprietà.
Società italiane e panamensi: dove vengono tassati gli utili?
L’articolo 7 stabilisce come principio generale che gli utili di un’impresa residente in uno Stato siano imponibili in quello Stato, salvo che l’impresa svolga attività nell’altro Stato attraverso una stabile organizzazione.
Quando esiste una stabile organizzazione, l’altro Stato può tassare gli utili attribuibili a tale struttura.
Cosa può essere una stabile organizzazione?
La Convenzione contempla, tra gli altri:
- sede di direzione;
- succursale;
- ufficio;
- officina;
- laboratorio;
- determinati cantieri superiori al periodo previsto;
- in alcuni casi, prestazioni di servizi protratte per oltre sei mesi in dodici mesi.
Società panamense gestita dall’Italia
La Convenzione non rende automaticamente panamense un business soltanto perché la società è stata incorporata a Panama.
Bisogna analizzare anche le norme nazionali relative alla residenza societaria, la sede di direzione effettiva e il luogo dal quale viene realmente gestita l’attività.
Se proprietario, amministrazione, clienti, personale e decisioni rimangono sostanzialmente in Italia, la semplice incorporazione panamense non risolve il problema fiscale internazionale.
Come vengono tassati consulenti e professionisti?
La Convenzione Italia-Panama contiene una disposizione specifica sui servizi.
In generale i redditi di un residente derivanti da servizi vengono tassati nel proprio Stato di residenza, ma lo Stato nel quale determinati servizi vengono materialmente resi può avere anch’esso un diritto di imposizione.
La norma riguarda in particolare:
- servizi professionali;
- consulenza;
- assistenza industriale e commerciale;
- servizi tecnici;
- servizi gestionali;
- servizi analoghi.
Quando ricorrono le condizioni previste, l’imposta applicata dallo Stato nel quale i servizi sono resi non può eccedere il 10% dell’ammontare lordo dei pagamenti, salvo le regole applicabili in presenza di stabile organizzazione o base fissa.
Professionista residente a Panama che lavora fisicamente da Panama
Se il servizio viene materialmente eseguito a Panama per clienti italiani, non bisogna considerarlo automaticamente reddito prodotto in Italia soltanto perché il cliente è italiano.
Professionista panamense che viene in Italia a svolgere il lavoro
Il diritto italiano di imposizione può invece diventare rilevante secondo l’articolo 14 e le altre norme applicabili.
Conto bancario, nazionalità del cliente e valuta utilizzata sono elementi diversi dal luogo nel quale viene realmente prodotta l’attività professionale.
Lavoro dipendente tra Italia e Panama: dove viene tassato lo stipendio?
L’articolo 15 stabilisce che il reddito da lavoro dipendente è normalmente tassabile nello Stato di residenza, salvo che l’attività venga svolta nell’altro Stato.
Se il lavoro viene svolto fisicamente nell’altro Stato, quest’ultimo può acquisire il diritto di tassarlo.
L’eccezione del periodo breve
Il reddito può rimanere imponibile soltanto nello Stato di residenza quando vengono soddisfatte contemporaneamente le condizioni previste dalla Convenzione, tra cui:
- permanenza nell’altro Stato non superiore complessivamente a sei mesi in un periodo di dodici mesi rilevante;
- datore di lavoro non residente nell’altro Stato;
- costo della remunerazione non sostenuto da una stabile organizzazione o base fissa presente nell’altro Stato.
Le tre condizioni devono essere lette insieme. La permanenza breve non protegge automaticamente il lavoratore quando il costo dello stipendio viene sostenuto dalla struttura locale.
Come vengono tassati i dividendi tra Italia e Panama?
I dividendi possono essere tassati nello Stato di residenza del beneficiario, ma la Convenzione permette anche allo Stato nel quale risiede la società che distribuisce il dividendo di applicare una ritenuta entro determinati limiti.
| Beneficiario effettivo | Ritenuta massima prevista dalla Convenzione |
|---|---|
| Società che detiene direttamente almeno il 25% del capitale | 5% |
| Altri casi | 10% |
Esempio
Una persona fisica fiscalmente residente a Panama possiede azioni di una società italiana che distribuisce dividendi.
L’Italia può mantenere un diritto di imposizione alla fonte entro il limite convenzionale previsto quando il contribuente soddisfa le condizioni necessarie e può dimostrare la propria residenza fiscale panamense.
Il trattamento finale a Panama deve poi essere verificato secondo il sistema territoriale e la normativa locale applicabile.
Per richiedere il beneficio bisogna normalmente poter documentare la residenza fiscale e la qualità di beneficiario effettivo del reddito.
Come vengono tassati gli interessi?
Gli interessi provenienti da uno Stato e pagati a un residente dell’altro possono essere tassati nello Stato di residenza del beneficiario.
Lo Stato della fonte può però applicare anch’esso un’imposta entro i limiti della Convenzione.
| Beneficiario | Limite ordinario nello Stato della fonte |
|---|---|
| Istituto bancario beneficiario effettivo | 5% |
| Altri beneficiari | 10% |
La Convenzione prevede inoltre alcune ipotesi particolari nelle quali gli interessi sono imponibili soltanto nello Stato di residenza del beneficiario, per esempio in relazione a determinati soggetti pubblici o finanziamenti governativi contemplati dal trattato.
Royalties, software, assistenza tecnica e canoni
L’articolo 12 disciplina i canoni.
La definizione convenzionale comprende, tra le altre categorie, compensi per:
- diritti d’autore;
- software;
- brevetti;
- marchi;
- disegni e modelli;
- formule e processi segreti;
- attrezzature industriali, commerciali o scientifiche;
- know-how;
- assistenza tecnica;
- servizi tecnici e di consulenza nelle condizioni contemplate dal trattato.
Quando lo Stato della fonte può tassare questi pagamenti, la Convenzione limita normalmente l’imposta al 10% dell’ammontare lordo se il percettore residente nell’altro Stato è il beneficiario effettivo.
Consulenza, servizio professionale, royalty e pagamento per software possono seguire articoli convenzionali differenti in funzione del contratto e della reale prestazione effettuata. Il nome scritto sulla fattura non è sufficiente.
Come vengono tassate le plusvalenze?
Vendita di immobili
La plusvalenza derivante dalla vendita di un immobile può essere tassata nello Stato nel quale si trova la proprietà.
Società prevalentemente immobiliari
Lo Stato nel quale si trovano gli immobili può tassare anche determinate plusvalenze derivanti da azioni il cui valore dipende per oltre il 50% da beni immobili situati in quello Stato.
Altri beni
Come regola convenzionale generale, le plusvalenze derivanti dall’alienazione di altri beni non rientranti nelle categorie specifiche sono imponibili nello Stato di residenza dell’alienante.
Partecipazioni significative detenute per meno di dodici mesi
Il Protocollo aggiuntivo contiene inoltre una regola particolare: quando un residente vende azioni o interessi comparabili superiori al 10% dei diritti di voto o del capitale di una società residente nell’altro Stato e la partecipazione è stata detenuta per meno di dodici mesi, anche l’altro Stato può avere diritto di tassare la plusvalenza.
La Convenzione contiene una specifica clausola per le partecipazioni il cui valore deriva prevalentemente da beni immobili.
Come vengono tassate le pensioni private italiane di un residente a Panama?
L’articolo 18 contiene una regola particolarmente importante per i pensionati.
Fatte salve le pensioni derivanti da funzioni pubbliche disciplinate separatamente, le pensioni e remunerazioni analoghe pagate a un residente di uno Stato contraente sono imponibili soltanto nello Stato di residenza.
Esempio
Una persona trasferisce effettivamente la propria residenza fiscale dall’Italia a Panama e percepisce una pensione privata italiana rientrante nell’articolo 18.
La Convenzione attribuisce allo Stato di residenza il diritto esclusivo di imposizione.
A quel punto bisogna verificare il trattamento effettivo della pensione secondo la normativa territoriale panamense e ottenere la documentazione necessaria per richiedere l’applicazione della Convenzione in Italia.
Ottenere semplicemente il Visa Pensionado non è sufficiente per pretendere automaticamente la detassazione della pensione italiana. Serve una posizione fiscale coerente e documentabile.
E le pensioni pubbliche italiane?
Le pensioni corrisposte da uno Stato per servizi resi allo Stato stesso, a una sua suddivisione o a un ente locale seguono l’articolo 19.
Come regola generale queste pensioni sono imponibili soltanto nello Stato che le corrisponde.
Esiste però un’eccezione quando il beneficiario:
- è residente nell’altro Stato;
- e possiede anche la nazionalità di quest’ultimo.
La distinzione tra pensione privata e pensione derivante da pubblico impiego deve quindi essere effettuata prima di applicare l’articolo 18.
Bisogna verificare l’origine della pensione e il rapporto lavorativo da cui deriva, soprattutto quando la prestazione è collegata a servizi resi alla pubblica amministrazione.
Come viene eliminata concretamente la doppia imposizione?
L’articolo 22 disciplina il meccanismo con cui i due Stati eliminano la doppia imposizione.
Residente fiscale italiano con reddito imponibile a Panama
L’Italia può includere il reddito panamense nella propria base imponibile quando la Convenzione non stabilisce diversamente.
Deve però riconoscere una detrazione per l’imposta sul reddito pagata a Panama, entro il limite dell’imposta italiana attribuibile a quel reddito.
Esempio
Un residente italiano possiede un appartamento a Panama e paga l’imposta panamense sul reddito locativo.
L’Italia può tassare il reddito in quanto Stato di residenza, ma deve essere verificata l’applicazione del credito per le imposte estere nei limiti previsti dalla Convenzione e dalla normativa italiana.
Attenzione alle imposte sostitutive
La Convenzione specifica che il credito non viene riconosciuto quando il reddito è assoggettato in Italia a determinati regimi di imposta sostitutiva o ritenuta a titolo d’imposta, anche quando il contribuente abbia scelto tale trattamento nei casi contemplati.
Residente di Panama con reddito imponibile in Italia
La Convenzione stabilisce che Panama esenti il reddito che, secondo il trattato, è imponibile in Italia, secondo il meccanismo previsto dall’articolo 22.
Il credito è soggetto a limiti. Se l’imposta pagata all’estero supera quella italiana attribuibile allo stesso reddito, non bisogna presumere che l’intera differenza venga automaticamente restituita.
Come si dimostra di essere residenti fiscali a Panama?
La Dirección General de Ingresos prevede una procedura per ottenere il Certificado de Residencia Fiscal.
Il certificato può essere richiesto anche specificamente per utilizzare i benefici di una Convenzione contro le doppie imposizioni.
Documenti che possono essere rilevanti
- passaporto completo;
- movimenti migratori;
- prova dei giorni trascorsi nel Paese;
- abitazione permanente;
- contratto di affitto o proprietà;
- centro degli interessi economici;
- centro degli interessi familiari;
- motivazione della richiesta;
- anno fiscale per il quale viene richiesta la certificazione.
Per le società la DGI può verificare anche:
- Registro Público;
- attività realmente svolta;
- personale disponibile;
- luogo nel quale vengono prese le decisioni;
- presenza materiale e amministrativa a Panama.
Serve a documentare una posizione fiscale che deve essere già sostenibile sulla base dei fatti e delle regole applicabili.
Italia e Panama si scambiano informazioni fiscali?
Sì.
L’articolo 25 della Convenzione permette alle autorità competenti di scambiarsi informazioni presumibilmente rilevanti per applicare il trattato e le normative fiscali interne.
La Convenzione precisa anche che uno Stato non può rifiutare le informazioni semplicemente perché sono detenute da:
- una banca;
- un’istituzione finanziaria;
- un mandatario;
- un agente;
- un fiduciario;
- un soggetto che detiene informazioni sulle partecipazioni societarie.
La Convenzione prevede scambio automatico?
Il Protocollo originario specifica che l’articolo sullo scambio di informazioni non obbliga di per sé gli Stati allo scambio automatico.
Questo non significa però che oggi i conti siano invisibili.
Panama partecipa infatti separatamente al Common Reporting Standard, CRS, attraverso il quale le istituzioni finanziarie raccolgono informazioni sulla residenza fiscale dei clienti ai fini dello scambio automatico previsto dal relativo quadro internazionale.
Il trattato bilaterale consente lo scambio di informazioni secondo le proprie regole; il CRS rappresenta invece un distinto sistema multilaterale di reporting automatico delle informazioni finanziarie.
Cosa succede se Italia e Panama applicano la Convenzione in modo diverso?
L’articolo 24 prevede una procedura amichevole tra le autorità fiscali dei due Stati.
Quando un contribuente ritiene che le misure adottate da uno o entrambi i Paesi producano un’imposizione non conforme alla Convenzione, può sottoporre il caso all’autorità competente secondo la procedura prevista.
Il trattato stabilisce generalmente un termine di tre anni dalla prima notifica della misura che produce l’imposizione contestata.
Le autorità competenti possono quindi cercare una soluzione comune.
È molto più semplice costruire correttamente residenza e flussi di reddito prima del trasferimento rispetto a tentare di risolvere successivamente una doppia imposizione già contestata da due amministrazioni fiscali.
La Convenzione elimina Quadro RW, IVIE e IVAFE?
No.
Se una persona rimane fiscalmente residente in Italia deve continuare a verificare gli obblighi italiani collegati alle attività detenute a Panama.
| Attività a Panama | Possibili obblighi italiani da verificare |
|---|---|
| Conto bancario | Monitoraggio fiscale e IVAFE quando applicabili |
| Investimenti finanziari | Monitoraggio, IVAFE e tassazione dei redditi |
| Immobile | Monitoraggio, IVIE e redditi immobiliari |
| Partecipazione in società | Monitoraggio, dividendi, eventuali regole CFC e altre disposizioni applicabili |
Nel modello Redditi il monitoraggio viene normalmente gestito attraverso il Quadro RW, mentre nei casi previsti il modello 730 utilizza il Quadro W.
Un residente italiano deve continuare a gestire correttamente conti, immobili e partecipazioni estere.
Luca si trasferisce a Panama ma mantiene società, casa e investimenti in Italia
Immaginiamo il caso di un imprenditore italiano che vuole trasferire realmente la propria vita a Panama.
Possiede il 40% di una società italiana, un appartamento a Milano che intende affittare e un portafoglio finanziario. Ottiene una residenza permanente a Panama e decide di trasferirvisi con la compagna.
Durante il primo anno trascorre circa 210 giorni a Panama e il resto tra Italia, Stati Uniti ed Europa.
L’errore apparentemente semplice
Luca potrebbe pensare che bastino la carta di residenza panamense, 184 giorni fuori dall’Italia e l’iscrizione all’AIRE per eliminare qualsiasi problema fiscale italiano.
Non è così.
Primo livello: normativa italiana
Luca deve verificare residenza, domicilio e presenza fisica secondo l’articolo 2 del TUIR.
Inoltre, essendo cittadino italiano trasferito a Panama, deve tenere conto della presunzione collegata all’elenco del D.M. 4 maggio 1999 e conservare documentazione concreta del trasferimento.
Secondo livello: Panama
Superando il criterio di permanenza previsto e stabilendo una vera abitazione a Panama, Luca costruisce una posizione fiscale panamense documentabile.
Richiede il Certificado de Residencia Fiscal alla DGI quando ne ricorrono i requisiti.
Terzo livello: eventuale doppia residenza
Se per un periodo entrambi gli Stati lo considerassero residente secondo la propria normativa, l’articolo 4 della Convenzione richiederebbe di analizzare:
- abitazione permanente;
- centro degli interessi vitali;
- soggiorno abituale;
- nazionalità;
- eventuale intervento delle autorità competenti.
L’appartamento di Milano
Anche se Luca viene considerato residente convenzionale di Panama, l’Italia mantiene il diritto di tassare il reddito derivante dall’immobile italiano.
I dividendi della società italiana
L’Italia può applicare la tassazione alla fonte entro i limiti previsti dall’articolo 10 quando vengono soddisfatte le condizioni per l’applicazione della Convenzione.
Il trattamento a Panama viene analizzato successivamente secondo il sistema fiscale locale.
Il lavoro svolto personalmente
Se Luca presta consulenza fisicamente da Panama a clienti europei, il luogo effettivo della prestazione diventa un elemento essenziale. Non può qualificare il reddito semplicemente guardando la nazionalità del cliente.
Il conto italiano
Mantenere un conto in Italia non determina da solo la residenza fiscale italiana, ma rappresenta uno degli elementi patrimoniali da inserire nell’analisi complessiva.
La strategia corretta
Luca non chiude necessariamente ogni rapporto con l’Italia. Costruisce invece una situazione nella quale risulti dimostrabile che la propria abitazione, vita personale e centro effettivo dell’esistenza si siano spostati a Panama, mentre gestisce separatamente i redditi che continuano ad avere fonte italiana.
Perché la Convenzione è utile?
Perché permette di evitare la conclusione semplicistica secondo cui “se esiste ancora reddito italiano allora sei residente italiano”.
La Convenzione distingue residenza fiscale dalla fonte dei singoli redditi: Luca può diventare residente convenzionale di Panama e continuare perfettamente a pagare determinate imposte in Italia sui redditi che rimangono di fonte italiana.
Trasferirsi fiscalmente da Italia a Panama: procedura passo-passo
Analizzare la situazione italiana prima della partenza
Famiglia, casa, società, lavoro, immobili, investimenti e numero di giorni devono essere fotografati prima del trasferimento.
Scegliere la residenza migratoria panamense
Residenza da Trattato Italia-Panama, Pensionado, Inversionista Calificado e altre categorie hanno requisiti differenti.
Stabilire una vera abitazione a Panama
La casa deve essere coerente con l’idea che Panama sia diventato il luogo nel quale viene organizzata la vita ordinaria.
Trasferire realmente la vita personale
Famiglia, attività quotidiane e interessi personali diventano particolarmente importanti soprattutto per il domicilio italiano e il tie-breaker convenzionale.
Monitorare i giorni
Conservare movimenti migratori e un calendario documentabile della presenza nei diversi Paesi.
Gestire l’AIRE
Effettuare gli adempimenti anagrafici previsti quando il trasferimento all’estero diventa effettivo.
Verificare la presunzione italiana relativa a Panama
Preparare documentazione concreta che dimostri il reale trasferimento, senza affidarsi esclusivamente all’iscrizione AIRE.
Ottenere la posizione fiscale panamense
Verificare i requisiti del Código Fiscal e gli adempimenti richiesti dalla DGI.
Richiedere il Certificato di Residenza Fiscale
Quando ne ricorrono le condizioni, ottenere la documentazione che può essere utilizzata anche per l’applicazione della Convenzione.
Classificare ogni reddito
Immobili, dividendi, interessi, pensioni, lavoro e servizi professionali seguono articoli convenzionali differenti.
Applicare le ritenute convenzionali
Quando possibile predisporre i certificati prima del pagamento invece di dover richiedere successivamente un rimborso.
Calcolare l’eventuale credito d’imposta
Per i redditi tassati in entrambi i Paesi verificare il meccanismo previsto dall’articolo 22 e dalla normativa interna.
Aggiornare banche e intermediari
Modificare la self-certification fiscale soltanto quando il cambiamento della residenza è realmente avvenuto e documentabile.
Rivedere annualmente la posizione
Residenza fiscale e applicazione della Convenzione dipendono dai fatti di ciascun periodo d’imposta e non sono uno status ottenuto una volta per sempre.
Errori da evitare con la Convenzione Italia-Panama
Il permesso migratorio non decide automaticamente la fiscalità.
La normativa italiana considera anche domicilio e residenza, mentre la Convenzione utilizza il proprio tie-breaker.
L’iscrizione anagrafica è importante, ma la posizione fiscale viene valutata sulla situazione complessiva.
Il cittadino italiano trasferito a Panama deve essere particolarmente attento a documentare la realtà del trasferimento.
Sono strumenti differenti utilizzati per finalità differenti.
Immobili italiani, alcuni dividendi, pensioni pubbliche e altre fonti possono continuare a essere imponibili in Italia.
Il contribuente deve soddisfare i requisiti convenzionali e documentare la propria residenza fiscale.
Gli articoli 18 e 19 prevedono regole differenti.
Per i servizi è fondamentale capire dove viene realmente svolta l’attività.
Stabile organizzazione, gestione e sostanza devono essere analizzate.
La Convenzione non elimina automaticamente gli obblighi italiani sulle attività estere di un residente.
Panama partecipa ai sistemi internazionali di cooperazione e scambio delle informazioni fiscali.
Domande frequenti sulla Convenzione Italia-Panama
Esiste una Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Panama?
Sì. È stata firmata il 30 dicembre 2010, ratificata dall’Italia con Legge n. 208 del 2016 ed è entrata in vigore il 1° giugno 2017.
Da quando si applica concretamente?
Per ritenute e normali periodi fiscali le disposizioni sono applicabili dal 1° gennaio dell’anno successivo all’entrata in vigore, quindi dal 2018 secondo quanto previsto dall’articolo 27.
La Convenzione decide automaticamente dove sono residente?
No. Prima si applicano le normative interne dei due Paesi. Se entrambi ti considerano residente, il trattato utilizza le tie-breaker rules.
Quali sono le tie-breaker rules?
In ordine: abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale, nazionalità e infine accordo tra le autorità competenti.
Basta stare 184 giorni a Panama?
No. Il requisito temporale panamense è importante per la posizione locale, ma l’Italia applica autonomamente i propri criteri e la Convenzione utilizza ulteriori elementi per risolvere un’eventuale doppia residenza.
Basta iscriversi all’AIRE?
No. L’AIRE è importante, ma non sostituisce la verifica sostanziale della residenza fiscale.
Panama è ancora nella lista italiana del D.M. 4 maggio 1999?
Alla data di aggiornamento Panama continua a comparire nell’elenco utilizzato per la presunzione italiana relativa ai cittadini trasferiti in Stati o territori fiscalmente privilegiati ai fini dell’articolo 2, comma 2-bis, del TUIR.
Questo significa che è impossibile diventare non residenti italiani trasferendosi a Panama?
No. Significa che è particolarmente importante poter dimostrare documentalmente che il trasferimento sia reale e non soltanto formale.
La lista italiana è la stessa della blacklist UE?
No. Sono elenchi differenti con funzioni e basi normative differenti.
La Convenzione può risolvere un caso di doppia residenza?
Sì. L’articolo 4 contiene i criteri per attribuire la residenza convenzionale quando entrambe le legislazioni nazionali considerano la persona residente.
Esiste lo split year tra Italia e Panama?
Il Protocollo aggiuntivo contempla espressamente l’ipotesi di cambio di residenza durante l’anno e stabilisce regole sul giorno in cui termina e inizia l’assoggettamento legato alla residenza, quando ricorrono le condizioni previste.
Se vivo a Panama ma possiedo una casa in Italia pago tasse in Italia?
L’Italia mantiene il diritto di tassare i redditi derivanti dall’immobile situato in Italia secondo l’articolo 6 e la normativa applicabile.
Se vivo in Italia e affitto una casa a Panama?
Panama può tassare il reddito immobiliare prodotto sul proprio territorio. L’Italia, come Stato di residenza, può anch’essa considerare il reddito applicando poi il meccanismo contro la doppia imposizione quando ne ricorrono le condizioni.
Quanto può trattenere l’Italia sui dividendi pagati a un residente di Panama?
La Convenzione prevede normalmente un massimo del 10% nei casi ordinari e del 5% quando il beneficiario effettivo è una società che detiene direttamente almeno il 25% del capitale della società distributrice.
Quanto si paga sugli interessi?
La Convenzione limita generalmente l’imposta dello Stato della fonte al 5% quando il beneficiario effettivo è un istituto bancario e al 10% negli altri casi, con alcune eccezioni specifiche.
Qual è il limite sulle royalties?
La Convenzione prevede normalmente un limite del 10% dell’ammontare lordo quando il beneficiario effettivo è residente nell’altro Stato e vengono soddisfatte le condizioni previste.
Una pensione privata italiana di un residente a Panama dove viene tassata?
L’articolo 18 attribuisce normalmente il diritto esclusivo di imposizione allo Stato di residenza, salvo le pensioni pubbliche disciplinate dall’articolo 19.
Una pensione pubblica italiana segue la stessa regola?
No. Le pensioni derivanti da servizi resi allo Stato seguono generalmente l’articolo 19 e rimangono imponibili nello Stato pagatore, salvo la specifica eccezione prevista quando il beneficiario è residente e cittadino dell’altro Stato.
Come si evita la doppia imposizione se sono residente in Italia?
L’Italia riconosce, entro i limiti previsti, un credito per l’imposta sul reddito pagata a Panama quando lo stesso reddito concorre alla tassazione italiana e la Convenzione non prevede un diverso trattamento.
Il credito d’imposta è sempre disponibile?
No. L’articolo 22 contiene limiti specifici, tra cui quelli relativi a redditi sottoposti in Italia a determinati regimi sostitutivi o ritenute definitive.
Serve un certificato di residenza fiscale panamense?
È normalmente un documento molto importante per dimostrare la posizione tributaria e richiedere l’applicazione dei benefici della Convenzione.
La carta di residenza permanente vale come certificato fiscale?
No. È un documento migratorio e non equivale al Certificado de Residencia Fiscal rilasciato dalla DGI.
Panama scambia informazioni con l’Italia?
La Convenzione contiene una clausola di scambio di informazioni e Panama partecipa inoltre al Common Reporting Standard per lo scambio automatico delle informazioni finanziarie secondo il relativo quadro internazionale.
Un conto a Panama deve essere dichiarato in Italia?
Se il titolare rimane fiscalmente residente italiano deve verificare monitoraggio fiscale, Quadro RW o W e IVAFE secondo le regole applicabili.
Una casa a Panama è soggetta a IVIE?
Una persona fiscalmente residente in Italia deve verificare l’applicazione dell’IVIE agli immobili detenuti all’estero secondo la normativa italiana vigente.
Se apro una società a Panama pago le tasse soltanto a Panama?
Non automaticamente. Bisogna verificare residenza della società, stabile organizzazione, gestione effettiva, posizione del socio e relative norme italiane.
Se lavoro da Panama per clienti italiani dove pago?
Bisogna analizzare residenza, luogo nel quale vengono materialmente svolti i servizi, eventuale base fissa o stabile organizzazione e articolo convenzionale applicabile. La nazionalità del cliente da sola non determina la tassazione.
Cosa posso fare se entrambi i Paesi tassano in modo contrario alla Convenzione?
L’articolo 24 prevede una procedura amichevole tra le autorità competenti. Il caso deve essere presentato nei termini previsti, generalmente entro tre anni dalla prima notifica della misura contestata.
La Convenzione non serve a non pagare tasse: serve a capire quale Paese può tassare ogni reddito
La Convenzione Italia-Panama è particolarmente utile perché separa tre concetti che vengono spesso confusi: residenza fiscale, fonte del reddito e luogo nel quale viene materialmente pagata l’imposta.
Un italiano può diventare fiscalmente residente a Panama e continuare a pagare imposte in Italia su un appartamento italiano. Può ricevere dividendi italiani soggetti a una ritenuta convenzionale. Può percepire una pensione privata disciplinata dall’articolo 18. Può avere contemporaneamente redditi prodotti a Panama e investimenti localizzati in Italia.
La situazione diventa ancora più delicata perché Panama continua a essere rilevante per la presunzione italiana prevista per i cittadini trasferiti in determinati Stati o territori. Per questo il trasferimento deve essere reale, documentabile e coerente con abitazione, famiglia, giorni e attività economica.
Se entrambi i Paesi considerano la persona residente, l’articolo 4 offre poi una sequenza precisa: abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale, nazionalità e accordo tra le autorità.
Il vantaggio della Convenzione non consiste quindi nel creare una fiscalità artificiale, ma nel permettere a chi si trasferisce realmente o investe tra i due Paesi di evitare che lo stesso reddito venga tassato due volte senza coordinamento.
Vuoi trasferire la residenza fiscale dall’Italia a Panama?
Capitalia può analizzare la tua situazione prima del trasferimento considerando giorni, AIRE, abitazione, famiglia, società, immobili, pensioni, dividendi, investimenti e certificato fiscale panamense, verificando come applicare correttamente la Convenzione Italia-Panama e quali collegamenti con l’Italia continueranno a produrre obblighi fiscali.
Le legislazioni cambiano costantemente. Requisiti, soglie di investimento, norme fiscali, procedure bancarie e condizioni dei programmi di residenza possono essere modificati anche in tempi relativamente brevi.
Il modo migliore è quello di contattarci per avere un’analisi personalizzata della propria situazione, verificando le regole effettivamente vigenti nel momento in cui si decide di procedere.



