Trasferirsi in Svizzera: residenza, permessi e tasse per italiani

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Trasferirsi in Svizzera: residenza, permessi e tasse per italiani

Permesso B, L e C, residenza fiscale, tassazione cantonale, imposta sulla sostanza, imposizione secondo il dispendio, società, immobili e conti bancari: guida completa per italiani che stanno valutando un trasferimento in Svizzera.

Guida aggiornata a ottobre 2026. Per un cittadino italiano trasferirsi in Svizzera è relativamente più semplice rispetto a quanto avviene per cittadini di Paesi extra UE/AELS, grazie all’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Questo non significa però che sia sufficiente affittare una casa o acquistare un immobile. Il diritto di soggiorno dipende dalla propria situazione: lavoro dipendente, attività autonoma, studio oppure disponibilità di mezzi economici sufficienti. Sul piano fiscale, inoltre, non esiste una singola “tassazione svizzera”: imposte federali, cantonali e comunali possono produrre risultati molto differenti a pochi chilometri di distanza.

Trasferirsi in Svizzera dall’Italia può significare cose molto diverse: accettare un lavoro a Lugano, spostare realmente un’attività imprenditoriale a Zugo, trasferirsi senza lavorare disponendo di un patrimonio importante oppure continuare a vivere in Italia lavorando come frontaliero.

Queste situazioni non devono essere confuse.

Un cittadino italiano beneficia delle regole sulla libera circolazione tra Svizzera e Unione Europea e può quindi entrare, lavorare e stabilirsi nel Paese quando soddisfa i requisiti previsti. A seconda della durata e della ragione del soggiorno può ottenere un permesso L, B o successivamente C.

La parte realmente complessa inizia però quando il trasferimento deve produrre anche conseguenze fiscali.

Ottenere un permesso B, iscriversi all’AIRE e affittare un appartamento a Lugano non dimostra automaticamente che l’Italia abbia cessato di considerare la persona fiscalmente residente. Famiglia, presenza fisica, domicilio, attività imprenditoriale, immobili e gestione delle società continuano a essere determinanti.

Allo stesso tempo, una volta diventati fiscalmente residenti in Svizzera bisogna considerare non soltanto l’imposta sul reddito, ma anche l’imposta cantonale e comunale sulla sostanza, un elemento particolarmente importante per chi dispone di patrimoni elevati.

La Svizzera può quindi essere estremamente interessante, ma deve essere scelta partendo dalla situazione concreta della persona e dal Cantone nel quale intende stabilirsi.

La domanda fondamentale

Vuoi realmente trasferire la tua vita in Svizzera oppure vuoi soltanto ottenere un permesso di soggiorno e continuare a mantenere il centro della tua vita in Italia?

Permesso migratorio e residenza fiscale sono due concetti differenti. Se l’obiettivo comprende anche il trasferimento fiscale, abitazione, famiglia, giorni trascorsi nei due Paesi, attività professionale, società e patrimonio devono essere organizzati in modo coerente.

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Un cittadino italiano può trasferirsi in Svizzera?

Sì. In quanto cittadino dell’Unione Europea, un italiano beneficia dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE.

Questo rende il trasferimento molto più accessibile rispetto a quello di un cittadino proveniente da uno Stato terzo.

Un italiano può trasferirsi in Svizzera principalmente per:

  • lavoro dipendente;
  • attività autonoma;
  • attività imprenditoriale reale;
  • ricerca di lavoro entro i limiti previsti;
  • studio;
  • soggiorno senza attività lucrativa disponendo di mezzi economici sufficienti.

Per un’attività lavorativa molto breve, fino a tre mesi, può essere sufficiente la procedura di notifica prevista dalle regole sulla libera circolazione.

Quando invece il soggiorno supera tre mesi, normalmente diventa necessario ottenere un permesso di soggiorno.

Essere cittadini UE non significa trasferirsi senza condizioni

La libera circolazione facilita l’accesso alla Svizzera, ma bisogna comunque rientrare in una categoria prevista e registrarsi presso le autorità competenti.

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Permesso L, B, C e G: quali sono le differenze?

I permessi più importanti per un cittadino italiano sono L, B, C e G.

Permesso Funzione principale Durata indicativa
L UE/AELS Soggiorno di breve durata Collegata normalmente alla durata del contratto inferiore a 12 mesi
B UE/AELS Dimora ordinaria Generalmente 5 anni
C UE/AELS Domicilio permanente Diritto di soggiorno senza limite temporale, con controllo periodico del documento
G UE/AELS Lavoratore frontaliero Dipende dalla durata del rapporto di lavoro

Permesso L

È normalmente rilasciato a chi dispone di un contratto di lavoro di durata superiore a tre mesi ma inferiore a dodici mesi.

Permesso B

Per i cittadini UE/AELS viene normalmente rilasciato quando esiste:

  • un contratto di lavoro di almeno dodici mesi;
  • un contratto a tempo indeterminato;
  • una reale attività autonoma;
  • oppure un soggiorno senza attività lavorativa con sufficienti mezzi economici e assicurazione sanitaria adeguata.

Il permesso B UE/AELS è generalmente valido cinque anni e può essere rinnovato se continuano a sussistere i requisiti.

Permesso C

Per i cittadini italiani esiste una posizione particolarmente favorevole.

In virtù degli accordi di domicilio e delle regole di reciprocità, un cittadino italiano può normalmente accedere al permesso C dopo cinque anni di dimora regolare e ininterrotta, se soddisfa le condizioni richieste.

Il permesso C rappresenta una forma di domicilio più stabile e non è legato a un particolare datore di lavoro.

Permesso G

È destinato a chi mantiene il proprio domicilio in uno Stato UE/AELS, per esempio l’Italia, e lavora in Svizzera rientrando normalmente al domicilio principale almeno una volta alla settimana.

Permesso B e permesso C non sono equivalenti

Il B è un permesso di dimora soggetto al mantenimento delle relative condizioni. Il C attribuisce uno status di domicilio molto più stabile.

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Come trasferirsi in Svizzera per lavoro dipendente?

Per un italiano assunto da un datore di lavoro svizzero il percorso è generalmente lineare.

Lavoro fino a tre mesi

Per attività di durata molto breve non è normalmente necessario ottenere un permesso di soggiorno, ma deve essere utilizzata la procedura di notifica prevista.

Lavoro superiore a tre mesi

Prima di iniziare l’attività bisogna registrarsi presso il Comune di residenza e presentare la documentazione richiesta.

Normalmente servono:

  • carta d’identità o passaporto valido;
  • contratto o attestazione di lavoro;
  • indirizzo di residenza in Svizzera;
  • ulteriore documentazione richiesta dal Cantone.

La durata del permesso dipenderà quindi dalla durata del contratto.

Registrazione

Chi si trasferisce per lavorare deve registrarsi presso le autorità del luogo di residenza entro i termini previsti, generalmente entro 14 giorni dall’arrivo e prima dell’inizio dell’attività.

Il contratto di lavoro facilita il permesso, ma non risolve automaticamente la fiscalità italiana

Una persona può avere un lavoro svizzero e mantenere contemporaneamente la residenza fiscale italiana, soprattutto se continua a vivere con la propria famiglia in Italia. È precisamente la situazione di molti frontalieri.

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Come trasferirsi in Svizzera come lavoratore autonomo o imprenditore?

Un cittadino italiano può stabilirsi in Svizzera anche per svolgere un’attività indipendente.

Non è però sufficiente dichiararsi imprenditore.

Bisogna dimostrare che l’attività autonoma sia o diventerà effettivamente reale.

Possono essere utili documenti come

  • business plan;
  • contratti con clienti;
  • registrazione dell’attività;
  • contabilità;
  • ufficio o sede;
  • fatture;
  • prove della capacità di mantenersi economicamente;
  • eventuale iscrizione agli enti previdenziali competenti.

Aprire una Sagl è sufficiente?

No.

La mera costituzione di una società svizzera non dovrebbe essere considerata equivalente alla dimostrazione di una vera attività economica.

Se la persona intende ottenere il permesso sulla base dell’attività autonoma deve dimostrare la sostanza del progetto.

ERRORE COMUNE

Costituire una Sagl da CHF 20.000 non produce automaticamente né una residenza fiscale svizzera né la certezza di ottenere un permesso basato su un’attività imprenditoriale fittizia.

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Un italiano può trasferirsi in Svizzera senza lavorare?

Sì.

Per i cittadini UE/AELS è possibile ottenere un permesso B anche senza svolgere attività lucrativa in Svizzera, purché siano soddisfatti due requisiti fondamentali:

  • disporre di mezzi finanziari sufficienti per mantenersi senza dipendere dall’assistenza sociale;
  • disporre di un’adeguata assicurazione contro malattia e infortuni.

Non esiste quindi una normale “Golden Visa svizzera” paragonabile ai programmi di residenza per investimento presenti in altri Paesi.

Per un cittadino italiano facoltoso il punto non è necessariamente investire una determinata somma in un immobile o in una società, ma dimostrare di poter vivere nel Paese senza diventare un onere per il sistema sociale.

Quanto patrimonio serve?

Non esiste una soglia federale universale valida per ogni situazione familiare e ogni Cantone.

La capacità economica viene valutata sulla base della situazione concreta.

Non confondere patrimonio elevato e diritto automatico di soggiorno

Per un cittadino italiano la libertà di circolazione facilita il percorso, ma il permesso deve comunque essere collegato a una categoria prevista dalla normativa.

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È possibile trasferire anche la famiglia?

Le regole UE/AELS permettono il ricongiungimento di determinati familiari del titolare del diritto di soggiorno.

Possono rientrare, secondo le condizioni previste:

  • coniuge;
  • figli e nipoti di età inferiore a 21 anni;
  • figli o nipoti maggiori di 21 anni quando sono a carico;
  • genitori e nonni quando risultano effettivamente a carico.

È necessario disporre di un’abitazione adeguata per il nucleo familiare.

Per lavoratori autonomi e persone senza attività lucrativa assume inoltre particolare importanza la capacità di sostenere economicamente i familiari.

Possono lavorare?

Il coniuge e i figli ammessi attraverso il ricongiungimento di un cittadino UE/AELS hanno normalmente diritto ad accedere al mercato del lavoro, anche quando possiedono una nazionalità diversa.

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L’assicurazione sanitaria in Svizzera è obbligatoria?

Sì.

Uno degli elementi da inserire nel budget prima del trasferimento è l’assicurazione sanitaria.

La copertura di base è obbligatoria e deve normalmente essere organizzata entro tre mesi dall’arrivo o dall’inizio dell’attività in Svizzera.

L’obbligo riguarda anche i membri della famiglia che risiedono nel Paese.

Il costo è incluso nelle tasse?

No.

Questa è una differenza importante rispetto a molti sistemi europei.

Il premio dell’assicurazione sanitaria rappresenta un costo separato rispetto alle imposte sul reddito.

Confrontare soltanto le aliquote fiscali può essere fuorviante

Per capire quanto costa realmente vivere in Svizzera bisogna considerare contemporaneamente tasse, affitto, assicurazione sanitaria, previdenza e costo generale della vita.

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Quando si diventa residenti fiscali in Svizzera?

Residenza migratoria e residenza fiscale seguono logiche differenti.

In Svizzera assume innanzitutto importanza il domicilio fiscale, cioè il luogo nel quale la persona dimora con l’intenzione di stabilirsi durevolmente.

Nei casi dubbi vengono analizzati il centro degli interessi vitali e le relazioni:

  • familiari;
  • personali;
  • sociali;
  • economiche.

La normativa fiscale svizzera considera inoltre la durata del soggiorno.

In linea generale può sorgere un assoggettamento fiscale per dimora quando una persona soggiorna in Svizzera:

  • almeno 30 giorni esercitando un’attività lucrativa;
  • almeno 90 giorni senza esercitare attività lucrativa.

Questi criteri non devono però essere utilizzati isolatamente quando contemporaneamente un altro Paese considera la stessa persona residente.

30, 90 e 183 giorni non sono la stessa regola

Le soglie svizzere, i criteri italiani e la Convenzione Italia-Svizzera svolgono funzioni diverse. Non è possibile stabilire la propria residenza fiscale osservando soltanto un numero di giorni.

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Quando un italiano smette di essere fiscalmente residente in Italia?

Questo è probabilmente il punto più importante per chi si trasferisce.

Dal 2024 l’Italia considera una persona fiscalmente residente quando, per la maggior parte del periodo d’imposta, tenendo conto anche delle frazioni di giorno, ricorre almeno uno dei criteri previsti dalla normativa.

Tra questi:

  • residenza ai sensi del codice civile;
  • domicilio in Italia;
  • presenza fisica in Italia;
  • iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente, che opera come presunzione relativa.

Domicilio

Ai fini fiscali italiani viene attribuita particolare rilevanza al luogo nel quale si sviluppano principalmente le relazioni personali e familiari.

AIRE

L’iscrizione all’AIRE è un adempimento fondamentale quando si trasferisce realmente la propria residenza all’estero.

Non è però sufficiente da sola.

Esempio

Un imprenditore affitta un appartamento a Lugano e ottiene il permesso B, ma:

  • moglie e figli rimangono a Milano;
  • continua a trascorrere gran parte della settimana in Italia;
  • dirige quotidianamente la propria società italiana;
  • mantiene in Italia la casa abituale;
  • la maggior parte delle relazioni personali rimane italiana.

La sua posizione è molto diversa da quella di una persona che trasferisce realmente abitazione, famiglia, attività e quotidianità in Svizzera.

Permesso B + AIRE non equivale automaticamente a non residenza italiana

La documentazione amministrativa è importante, ma deve essere coerente con la realtà dei fatti.

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Come funziona la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera?

Italia e Svizzera hanno una Convenzione contro le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio.

La Convenzione originaria è stata firmata nel 1976 ed è entrata in vigore nel 1979, con successive modifiche e protocolli.

È particolarmente importante quando entrambe le legislazioni nazionali considerano la stessa persona fiscalmente residente.

Doppia residenza

In questi casi vengono utilizzati criteri convenzionali come:

  • abitazione permanente;
  • centro degli interessi vitali;
  • soggiorno abituale;
  • nazionalità;
  • eventuale accordo tra le autorità competenti.

Trasferimento durante l’anno

La Convenzione con la Svizzera presenta inoltre una caratteristica particolarmente interessante per gli italiani: è uno dei casi nei quali l’ordinamento italiano riconosce un meccanismo convenzionale di frazionamento dell’anno fiscale in presenza di un effettivo cambio di residenza durante il periodo d’imposta.

Questo significa che un trasferimento reale a metà anno non dovrebbe essere analizzato automaticamente con la stessa logica utilizzata per un Paese con il quale non esiste una disposizione equivalente.

La data del trasferimento e i requisiti convenzionali devono però essere verificati attentamente.

La Svizzera è un caso particolare anche per chi si trasferisce durante l’anno

Prima di pianificare la data di partenza è opportuno analizzare insieme normativa italiana, svizzera e Convenzione, perché il momento effettivo del cambio di residenza può avere conseguenze fiscali importanti.

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Quante tasse si pagano in Svizzera?

Non esiste una risposta unica.

La Svizzera utilizza un sistema fiscale su tre livelli:

  • Confederazione;
  • Cantone;
  • Comune.

Due persone con lo stesso reddito possono quindi sostenere un carico fiscale sensibilmente differente a seconda del Comune e del Cantone di residenza.

Imposta federale diretta

L’imposta federale sul reddito delle persone fisiche è progressiva.

L’aliquota marginale massima dell’imposta federale diretta è dell’11,5%.

A questa componente devono essere aggiunte le imposte cantonali e comunali.

Imposte cantonali e comunali

Ogni Cantone dispone della propria legislazione fiscale entro il quadro costituzionale e federale.

I Comuni applicano a loro volta i propri moltiplicatori o prelievi secondo il sistema cantonale.

Per il 2026 l’Amministrazione federale delle contribuzioni evidenzia ancora differenze importanti tra Cantoni nell’onere fiscale delle persone fisiche.

IVA

Le aliquote IVA in vigore nel 2026 sono:

Tipologia Aliquota
Aliquota ordinaria 8,1%
Aliquota ridotta 2,6%
Alloggio alberghiero 3,8%
“In Svizzera si paga il 15%” non è un’informazione sufficiente

Per effettuare un confronto serio bisogna indicare reddito, stato civile, figli, patrimonio, Comune e Cantone. Cambiare Comune può modificare il risultato senza cambiare Paese.

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Quale Cantone scegliere per trasferirsi in Svizzera?

La scelta del Cantone non dovrebbe essere effettuata esclusivamente in base alle tasse.

Bisogna confrontare almeno:

  • fiscalità personale;
  • imposta sulla sostanza;
  • fiscalità societaria;
  • costo delle abitazioni;
  • lingua;
  • scuole;
  • accessibilità;
  • aeroporti;
  • mercato del lavoro;
  • ecosistema imprenditoriale;
  • prossimità all’Italia.

Ticino

È naturalmente una delle prime opzioni valutate dagli italiani grazie alla lingua, alla vicinanza geografica e alla facilità di integrazione.

Non è però automaticamente il Cantone fiscalmente più conveniente.

Zugo

È noto per un contesto fiscale e imprenditoriale competitivo e per la presenza di numerose società internazionali.

Il costo immobiliare può però essere molto elevato.

Zurigo

Offre uno dei principali ecosistemi economici e finanziari del Paese, ma costo della vita e fiscalità devono essere valutati rispetto ad altre località.

Ginevra e Vaud

Possono essere particolarmente interessanti per patrimoni internazionali e determinate attività, ma presentano una struttura fiscale e immobiliare molto diversa rispetto alla Svizzera centrale.

Il Cantone è una parte della strategia fiscale

Una consulenza sul trasferimento in Svizzera che non chiede in quale Comune si intende vivere è necessariamente incompleta.

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In Svizzera esiste una tassa sul patrimonio?

Sì.

Questo è uno degli aspetti che più spesso viene trascurato quando si confronta la Svizzera con l’Italia.

La Confederazione non applica una propria imposta federale sulla sostanza delle persone fisiche.

Tutti i Cantoni e i Comuni applicano però un’imposta sulla sostanza secondo le rispettive regole.

Cosa entra nel patrimonio?

In linea generale devono essere considerati beni come:

  • conti bancari;
  • titoli;
  • partecipazioni;
  • immobili;
  • crediti;
  • criptovalute;
  • determinati valori assicurativi;
  • patrimonio aziendale.

Vengono normalmente dedotti i debiti documentati.

Quanto si paga?

Aliquote, franchigie e progressività dipendono dal Cantone e spesso anche dal Comune.

Per una persona con un patrimonio di €5 milioni, l’imposta sulla sostanza può diventare molto più rilevante nella scelta del Cantone rispetto a quanto accade per una persona con patrimonio modesto e reddito da lavoro.

Per patrimoni elevati bisogna confrontare reddito e patrimonio insieme

Un Cantone con un’imposta sul reddito particolarmente interessante potrebbe non essere la scelta migliore se il contribuente dispone di un patrimonio molto elevato soggetto all’imposta sulla sostanza.

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Come funziona l’imposizione secondo il dispendio in Svizzera?

Per determinati contribuenti stranieri esiste un regime particolarmente noto: l’imposizione secondo il dispendio, spesso chiamata impropriamente “forfait fiscale”.

Non è disponibile per chiunque.

Condizioni federali principali

Il contribuente deve:

  • non possedere la cittadinanza svizzera;
  • diventare soggetto illimitatamente alle imposte svizzere per la prima volta oppure dopo almeno dieci anni di assenza;
  • non esercitare attività lucrativa in Svizzera.

Se i coniugi vivono insieme, entrambi devono normalmente soddisfare le condizioni.

Base minima federale 2026

Per il periodo fiscale 2026 la base minima federale indicizzata è pari a CHF 435.000.

Il calcolo deve però utilizzare il valore più elevato tra i diversi parametri previsti.

Per chi dispone di una propria abitazione, uno dei parametri è normalmente pari ad almeno sette volte la pigione annua o il valore locativo annuo.

Esiste inoltre un calcolo di controllo basato su specifici redditi e beni previsti dalla normativa.

È disponibile in tutti i Cantoni?

No.

Il quadro cantonale deve essere verificato separatamente, perché alcuni Cantoni hanno abolito o limitato il regime a livello cantonale.

Posso dirigere la mia società svizzera e usare il forfait?

Questa è precisamente una delle situazioni che richiedono maggiore attenzione.

Il regime richiede che la persona non eserciti attività lucrativa in Svizzera. Un imprenditore che si trasferisce per gestire quotidianamente un’impresa svizzera non dovrebbe presumere di poter utilizzare contemporaneamente l’imposizione secondo il dispendio.

Il forfait fiscale non è un’aliquota fissa

È un metodo alternativo di determinazione della base imponibile, soggetto a requisiti precisi e a una verifica cantonale. Prima di trasferirsi bisogna simulare concretamente il risultato.

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Come vengono tassati investimenti e plusvalenze in Svizzera?

Per gli investitori privati esiste una caratteristica particolarmente interessante del sistema svizzero.

Plusvalenze su patrimonio mobiliare privato

Le plusvalenze realizzate dalla vendita di beni mobili appartenenti al patrimonio privato, come determinati titoli finanziari, sono generalmente esenti dall’imposta federale e cantonale sul reddito.

La situazione cambia se l’attività viene considerata commercio professionale di titoli.

Dividendi e interessi

Redditi come dividendi e interessi sono invece normalmente imponibili.

Patrimonio

I titoli e gli altri investimenti entrano inoltre nel calcolo dell’imposta cantonale e comunale sulla sostanza.

Imposta preventiva

Determinati redditi svizzeri sono soggetti all’imposta preventiva del 35%, che per un contribuente correttamente dichiarato può normalmente essere recuperata o imputata secondo le procedure previste.

Plusvalenza privata esente non significa portafoglio esente da tasse

Dividendi, interessi, patrimonio e qualificazione dell’attività di trading devono essere analizzati separatamente.

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Aprire una società in Svizzera: Sagl o SA?

Un cittadino italiano può partecipare a una società svizzera.

Le due forme più utilizzate sono la Sagl e la SA.

Caratteristica Sagl SA
Capitale minimo CHF 20.000 CHF 100.000
Capitale da liberare alla costituzione 100% Almeno CHF 50.000 o il 20%, se superiore
Utilizzo tipico PMI e attività imprenditoriale Strutture più grandi o con esigenze di capitale

Almeno una persona autorizzata a rappresentare la società deve normalmente essere domiciliata in Svizzera.

Tassazione della società

A livello federale l’imposta sull’utile delle società di capitali è dell’8,5% sull’utile netto, con il particolare meccanismo svizzero che rende l’imposta stessa fiscalmente deducibile.

A questa si aggiungono le imposte cantonali e comunali.

Nel 2026 l’Amministrazione federale delle contribuzioni indica che le imposte dirette cantonali e comunali sugli utili delle persone giuridiche rappresentano in media poco meno del 9%, ma il risultato concreto varia per Cantone e non può essere ottenuto semplicemente sommando aritmeticamente le aliquote nominali.

IVA

Un’impresa può diventare soggetta all’IVA quando raggiunge la soglia prevista, generalmente CHF 100.000 di cifra d’affari rilevante, secondo le regole applicabili.

Aprire una società non sposta automaticamente il business

Se un imprenditore vive e dirige tutto dall’Italia, una società formalmente costituita in Svizzera non dovrebbe essere considerata isolatamente. Luogo di gestione, organizzazione e sostanza economica devono essere coerenti.

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Un italiano può comprare casa in Svizzera?

Sì, ma bisogna distinguere tra italiano residente e non residente.

Italiano residente legalmente in Svizzera

Un cittadino UE/AELS legalmente ed effettivamente domiciliato in Svizzera non viene normalmente considerato “persona all’estero” ai fini della Lex Koller.

Può quindi acquistare immobili con un regime molto più vicino a quello applicabile ai cittadini svizzeri.

Italiano residente in Italia

La situazione è differente.

Chi rimane domiciliato all’estero è soggetto alle restrizioni della Lex Koller sull’acquisto di immobili da parte di persone all’estero.

Autorizzazione e possibilità di acquisto dipendono:

  • dal tipo di immobile;
  • dal Cantone;
  • dall’utilizzo;
  • dalla natura dell’operazione.

Comprare casa concede il permesso B?

No.

L’Ufficio federale di giustizia precisa espressamente che la proprietà immobiliare non attribuisce automaticamente il diritto a ottenere un permesso di soggiorno.

Modifiche alla Lex Koller nel 2026

Nel 2026 il Consiglio federale ha avviato una procedura per valutare un irrigidimento delle regole relative agli acquisti da parte di persone all’estero.

Una proposta in consultazione non deve però essere trattata come se fosse già automaticamente legge vigente. Prima di un acquisto è necessario verificare lo stato normativo effettivo al momento dell’operazione.

ERRORE COMUNE

Comprare un appartamento a Lugano non è una Golden Visa. Acquisto immobiliare e diritto di soggiorno devono essere analizzati separatamente.

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Come aprire un conto corrente in Svizzera?

Un residente italiano può legalmente detenere un conto corrente svizzero.

L’apertura dipende però dalle politiche dell’istituto e dalla procedura di adeguata verifica.

La banca può richiedere

  • passaporto o carta d’identità;
  • indirizzo di residenza;
  • permesso svizzero, quando pertinente;
  • residenza fiscale;
  • codice fiscale o TIN;
  • attività professionale;
  • provenienza dei fondi;
  • origine complessiva del patrimonio;
  • motivazione dell’apertura del conto.

Segreto bancario

Il tradizionale concetto di conto svizzero anonimo non descrive il sistema attuale.

La Svizzera partecipa allo scambio automatico internazionale di informazioni finanziarie.

Le istituzioni finanziarie raccolgono quindi informazioni sulla residenza fiscale e, quando previsto, comunicano i rapporti finanziari alle autorità competenti.

Trasferimento della residenza

Se una persona passa realmente dalla residenza fiscale italiana a quella svizzera, deve aggiornare la propria self-certification presso banche e intermediari.

Conto svizzero e residenza svizzera non sono la stessa cosa

Puoi avere un conto in Svizzera vivendo fiscalmente in Italia e puoi vivere in Svizzera utilizzando anche banche di altri Paesi. Il conto non determina da solo la residenza fiscale.

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Meglio trasferirsi in Svizzera o rimanere frontalieri?

Questa domanda è particolarmente frequente per chi lavora in Ticino.

Ma si tratta di due strategie completamente differenti.

Frontaliero

Il lavoratore mantiene il proprio domicilio principale in Italia, lavora in Svizzera e rientra normalmente al domicilio almeno una volta alla settimana.

Utilizza generalmente un permesso G.

Residente in Svizzera

Trasferisce invece il proprio domicilio e la propria vita nel territorio svizzero.

Il trattamento fiscale sarà quindi quello del residente svizzero, coordinato con la Convenzione e con gli eventuali redditi che continuano a provenire dall’Italia.

Nuovo accordo sui frontalieri

Il nuovo Accordo Italia-Svizzera sui lavoratori frontalieri è applicabile dal 1° gennaio 2024 e ha modificato profondamente il trattamento dei nuovi frontalieri rispetto al precedente sistema.

Chi sta valutando il trasferimento non dovrebbe quindi confrontare soltanto stipendio netto italiano e stipendio svizzero, ma simulare:

  • tassazione come frontaliero;
  • tassazione come residente svizzero;
  • assicurazione sanitaria;
  • affitto;
  • costo della vita;
  • eventuale imposta sulla sostanza;
  • situazione della famiglia.
Lavorare in Svizzera non significa essersi trasferiti fiscalmente in Svizzera

È possibile lavorare ogni giorno in Ticino ed essere pienamente residenti fiscali italiani.

Esempio pratico

Marco vuole trasferirsi a Lugano con un patrimonio di 1,8 milioni di euro

Immaginiamo il caso di un imprenditore italiano che sta realmente valutando la Svizzera come nuova base personale.

Marco ha 52 anni, è sposato e possiede circa 1,8 milioni di euro di patrimonio.

Detiene il 70% di una società italiana che produce circa 350.000 euro di utile l’anno, possiede un appartamento a Milano da 600.000 euro e circa 700.000 euro tra liquidità e investimenti finanziari.

Vorrebbe trasferirsi a Lugano, comprare un appartamento e continuare a seguire alcune attività imprenditoriali.

La soluzione apparentemente semplice

Marco pensa di:

  • comprare immediatamente casa a Lugano;
  • aprire una Sagl;
  • ottenere il permesso B;
  • iscriversi all’AIRE;
  • dichiararsi residente fiscale svizzero;
  • continuare a gestire la società italiana come prima.

Questa sequenza presenta diversi problemi.

Primo problema: comprare casa non produce il permesso

Marco deve prima definire il proprio diritto di soggiorno.

Se intende svolgere realmente attività imprenditoriale in Svizzera, deve costruire un’attività economica coerente.

Se invece dispone di patrimonio sufficiente e non vuole lavorare in Svizzera, potrebbe valutare il percorso per persona economicamente inattiva.

Secondo problema: attività lucrativa e imposizione secondo il dispendio

Marco ha letto che i ricchi stranieri possono pagare un forfait fiscale.

Ma se vuole dirigere quotidianamente una società svizzera, il requisito dell’assenza di attività lucrativa in Svizzera diventa un ostacolo centrale.

Non può scegliere contemporaneamente due strategie incompatibili soltanto perché entrambe sembrano fiscalmente interessanti.

Strategia A: trasferimento come imprenditore attivo

Marco si trasferisce realmente a Lugano e sviluppa un’attività economica svizzera.

In questa configurazione:

  • ottiene il permesso coerente con l’attività;
  • vive effettivamente in Svizzera;
  • è soggetto alla tassazione ordinaria;
  • organizza una Sagl solo se ha una funzione reale;
  • analizza separatamente il ruolo nella società italiana;
  • verifica dove vengono prese le decisioni della società italiana.

La società italiana

Se Marco continua a possedere la società italiana, questa non smette di essere italiana soltanto perché il socio si trasferisce.

Gli utili della società, i dividendi distribuiti e il ruolo amministrativo di Marco devono essere analizzati alla luce della normativa dei due Paesi e della Convenzione.

Strategia B: trasferimento patrimoniale senza attività lucrativa svizzera

Marco decide invece di cessare le proprie attività operative personali in Svizzera.

Dispone di redditi e patrimonio sufficienti per mantenersi e valuta il trasferimento come persona non attiva.

A quel punto può analizzare se il Cantone prescelto consenta l’imposizione secondo il dispendio e se Marco soddisfi tutti i requisiti.

Vengono confrontati:

  • tassazione ordinaria;
  • imposizione secondo il dispendio;
  • imposta sulla sostanza;
  • redditi italiani;
  • abitazione scelta;
  • costo complessivo del trasferimento.

Terzo problema: la famiglia

Marco vorrebbe inizialmente trasferirsi da solo lasciando moglie e casa familiare a Milano.

Questo indebolirebbe significativamente la coerenza del trasferimento fiscale italiano, soprattutto perché le relazioni personali e familiari sono oggi espressamente rilevanti nella definizione italiana di domicilio.

Strategia più coerente

Se l’obiettivo è realmente uscire dalla residenza fiscale italiana, Marco deve analizzare un trasferimento nel quale:

  • la vera abitazione familiare diventi quella svizzera;
  • i giorni siano monitorati;
  • l’iscrizione AIRE sia coerente con i fatti;
  • la gestione delle società venga riorganizzata;
  • conti e intermediari vengano aggiornati;
  • il patrimonio sia dichiarato correttamente in Svizzera;
  • gli immobili italiani vengano trattati come asset di fonte italiana.

Il patrimonio

Marco scopre inoltre che il confronto fiscale non può limitarsi all’IRPEF italiana contro l’imposta svizzera sul reddito.

I suoi 1,8 milioni di euro devono essere analizzati anche ai fini dell’imposta cantonale e comunale sulla sostanza.

La vera domanda

Il punto non è quindi “quanto si paga in Svizzera?”, ma:

quanto pagherebbe Marco, con il suo reddito e il suo patrimonio, vivendo realmente in uno specifico Comune svizzero e mantenendo determinati asset in Italia?

È esattamente questa la ragione per cui un trasferimento internazionale dovrebbe essere simulato prima di effettuare il cambio di residenza.

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Come trasferirsi in Svizzera dall’Italia: procedura passo-passo

1

Definire l’obiettivo

Stabilire se il trasferimento è lavorativo, imprenditoriale, patrimoniale oppure familiare.

2

Scegliere il Cantone

Confrontare fiscalità, costo della vita, lingua, scuole, mercato immobiliare e attività economica.

3

Simulare la fiscalità

Calcolare reddito e patrimonio nel Comune effettivamente prescelto, senza utilizzare una generica aliquota “svizzera”.

4

Definire il titolo di soggiorno

Contratto di lavoro, attività autonoma, studio o disponibilità economica devono essere coerenti con il permesso richiesto.

5

Trovare l’abitazione

Affitto o acquisto devono essere compatibili con il progetto e con la posizione migratoria.

6

Valutare l’acquisto immobiliare

Se si compra prima di essere residenti bisogna verificare attentamente la Lex Koller e le regole cantonali.

7

Registrarsi presso il Comune

Completare gli adempimenti entro i termini previsti dall’arrivo.

8

Richiedere il permesso

Presentare contratto, documenti economici o prove dell’attività secondo la categoria utilizzata.

9

Attivare l’assicurazione sanitaria

La copertura deve essere organizzata entro il termine applicabile, normalmente tre mesi.

10

Gestire l’AIRE

Il trasferimento anagrafico deve seguire il reale spostamento della residenza.

11

Analizzare il periodo d’imposta del trasferimento

Verificare la particolare disciplina convenzionale Italia-Svizzera relativa al cambio di residenza durante l’anno.

12

Trasferire realmente il centro personale

Abitazione, famiglia e vita quotidiana devono essere coerenti con la nuova residenza dichiarata.

13

Riorganizzare l’attività imprenditoriale

Verificare società italiane, amministrazioni, procure, luoghi decisionali e nuove eventuali società svizzere.

14

Aggiornare banche e intermediari

Comunicare il cambio di residenza fiscale soltanto quando è realmente avvenuto e documentabile.

15

Dichiarare patrimonio e redditi correttamente

La Svizzera richiede una valutazione anche della sostanza, non soltanto del reddito annuale.

16

Gestire gli asset italiani

Immobili, società, pensioni e altri redditi di fonte italiana possono continuare a generare obblighi in Italia.

17

Rivedere annualmente la struttura

Cantone, famiglia, patrimonio e attività possono cambiare e richiedere un nuovo confronto fiscale.

21

Errori da evitare quando ci si trasferisce in Svizzera

Pensare che basti comprare casa

La proprietà immobiliare non attribuisce automaticamente un permesso di soggiorno.

Confondere permesso B e residenza fiscale

Il permesso disciplina il soggiorno. La fiscalità richiede un’analisi separata.

Pensare che basti l’AIRE

L’iscrizione anagrafica deve essere coerente con il reale trasferimento di domicilio e presenza.

Ignorare la famiglia rimasta in Italia

Le relazioni personali e familiari sono particolarmente importanti per la residenza fiscale italiana.

Cercare una singola aliquota svizzera

La tassazione cambia tra Confederazione, Cantoni e Comuni.

Dimenticare l’imposta sulla sostanza

Per patrimoni elevati può rappresentare una componente importante della simulazione fiscale.

Pensare che il forfait sia per tutti

L’imposizione secondo il dispendio richiede requisiti precisi, tra cui l’assenza di attività lucrativa in Svizzera.

Aprire una Sagl soltanto per ottenere il permesso

Una società priva di vera attività non equivale automaticamente a un lavoro autonomo reale.

Gestire la società italiana come prima

Il trasferimento personale dell’imprenditore può avere conseguenze sulla governance e sulla fiscalità delle società coinvolte.

Comprare da non residente senza verificare la Lex Koller

Le regole immobiliari cambiano significativamente tra residenti UE/AELS e persone domiciliate all’estero.

Confondere conto svizzero e anonimato

La Svizzera partecipa allo scambio automatico delle informazioni fiscali.

Confrontare soltanto le tasse

Assicurazione sanitaria, abitazione e costo della vita possono modificare notevolmente la convenienza complessiva.

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Domande frequenti su come trasferirsi in Svizzera dall’Italia

Un italiano può trasferirsi in Svizzera?

Sì. I cittadini italiani beneficiano dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione Europea, rispettando i requisiti previsti per lavoro, attività autonoma, studio o soggiorno senza attività lucrativa.

Serve un visto?

Per un cittadino italiano non è richiesto un normale visto d’ingresso per trasferirsi secondo le regole UE/AELS. Per soggiorni superiori a tre mesi bisogna però ottenere il relativo permesso.

Cos’è il permesso B?

È il principale permesso di dimora di lunga durata per cittadini UE/AELS. Normalmente è valido cinque anni quando vengono soddisfatte le condizioni previste.

Quanto deve durare il contratto per ottenere il permesso B?

Il permesso B viene normalmente rilasciato ai cittadini UE/AELS con contratto di almeno dodici mesi o a tempo indeterminato.

Cos’è il permesso L?

È un permesso di soggiorno di breve durata, normalmente collegato a contratti di lavoro superiori a tre mesi ma inferiori a dodici mesi.

Dopo quanto tempo un italiano può ottenere il permesso C?

Gli italiani rientrano tra le nazionalità che possono normalmente ottenere il permesso C dopo cinque anni di dimora regolare e ininterrotta in Svizzera, se soddisfano le condizioni richieste.

Posso trasferirmi in Svizzera senza lavorare?

Sì. Un cittadino UE/AELS economicamente inattivo può ottenere il permesso B se dispone di mezzi finanziari sufficienti e di un’adeguata copertura sanitaria e contro gli infortuni.

Quanto patrimonio serve per trasferirsi senza lavorare?

Non esiste una soglia federale unica applicabile a tutti. La sufficienza delle risorse viene valutata in relazione alla situazione concreta e al nucleo familiare.

La Svizzera ha una Golden Visa?

Non esiste per un cittadino italiano un normale programma federale assimilabile alla Golden Visa immobiliare di altri Paesi. Il diritto di soggiorno deriva dalle categorie previste dalla libera circolazione.

Comprare una casa dà diritto alla residenza?

No. Le autorità svizzere specificano che la proprietà immobiliare non conferisce automaticamente il diritto a un permesso di soggiorno.

Posso comprare casa dopo essermi trasferito?

Un cittadino UE/AELS legalmente ed effettivamente domiciliato in Svizzera non viene normalmente considerato persona all’estero ai fini della Lex Koller e beneficia di un regime molto più favorevole.

Posso comprare casa in Svizzera continuando a vivere in Italia?

È possibile soltanto nei limiti della Lex Koller e delle regole cantonali applicabili alla specifica proprietà. Non bisogna presumere di poter acquistare liberamente qualsiasi immobile residenziale.

Aprire una società svizzera permette di trasferirsi?

La costituzione della società da sola non è sufficiente. Se il diritto di soggiorno viene fondato sull’attività autonoma bisogna dimostrare un’attività economica reale.

Quanto capitale serve per una Sagl?

Il capitale sociale minimo è CHF 20.000 e deve essere interamente liberato o coperto da conferimenti ammessi.

Quanto capitale serve per una SA?

Il capitale azionario minimo è CHF 100.000. Alla costituzione devono essere liberati almeno CHF 50.000 oppure il 20% del capitale, se superiore.

Quanto paga di tasse una società svizzera?

Esiste un’imposta federale sull’utile dell’8,5% nominale, alla quale si aggiungono le imposte cantonali e comunali. Il risultato effettivo dipende quindi dalla sede della società.

Quanto sono le tasse personali in Svizzera?

Dipendono fortemente da reddito, patrimonio, stato civile, Comune e Cantone. L’imposta federale diretta ha un’aliquota marginale massima dell’11,5%, ma a questa si aggiungono le componenti cantonali e comunali.

Esiste una tassa patrimoniale in Svizzera?

Sì. Non esiste un’imposta federale sulla sostanza delle persone fisiche, ma i Cantoni e i Comuni tassano la sostanza netta secondo aliquote e franchigie proprie.

Le plusvalenze finanziarie sono tassate?

Le plusvalenze derivanti da beni mobili appartenenti al patrimonio privato sono generalmente esenti dall’imposta sul reddito. Il trattamento può cambiare se l’attività viene qualificata come commercio professionale di titoli.

Dividendi e interessi sono esenti?

No. Dividendi e interessi sono normalmente redditi imponibili e gli asset che li producono possono entrare anche nella base dell’imposta sulla sostanza.

Cos’è il forfait fiscale svizzero?

È l’imposizione secondo il dispendio, un metodo speciale di determinazione della base imponibile riservato a determinate persone straniere che non esercitano attività lucrativa in Svizzera.

Qual è la base minima del forfait nel 2026?

A livello federale il minimo indicizzato per il 2026 è CHF 435.000, ma il calcolo deve considerare anche gli altri parametri previsti e le specifiche regole cantonali.

Se affitto una villa da CHF 10.000 al mese il minimo rimane CHF 435.000?

Non necessariamente. Per chi dispone di una propria economia domestica viene considerato anche un importo pari a sette volte la pigione annua o il valore locativo. Si utilizza il parametro superiore insieme agli altri controlli previsti.

Posso lavorare e avere il forfait?

L’imposizione secondo il dispendio richiede che il contribuente non eserciti un’attività lucrativa in Svizzera. La situazione concreta deve essere verificata prima del trasferimento.

Quando divento fiscalmente residente in Svizzera?

Il domicilio fiscale dipende dal luogo nel quale la persona si stabilisce con intenzione durevole. Esistono inoltre criteri di dimora che possono rilevare dopo 30 giorni con attività lucrativa o 90 giorni senza attività lucrativa.

Bastano 183 giorni per uscire fiscalmente dall’Italia?

No. La normativa italiana considera anche residenza, domicilio, presenza fisica e anagrafe. Il trasferimento deve essere analizzato complessivamente.

Basta iscriversi all’AIRE?

No. L’AIRE è importante, ma deve essere supportata dalla realtà sostanziale del trasferimento.

Esiste una Convenzione fiscale Italia-Svizzera?

Sì. Italia e Svizzera hanno una Convenzione contro le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio in vigore dal 1979 e successivamente modificata.

La Convenzione risolve la doppia residenza?

Quando entrambi gli Stati considerano una persona residente vengono utilizzati criteri convenzionali come abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale e nazionalità.

Cosa succede se mi trasferisco a metà anno?

Il rapporto Italia-Svizzera presenta uno specifico meccanismo convenzionale che può consentire il frazionamento del periodo fiscale in presenza di un effettivo cambio di residenza. Il caso deve essere analizzato sulla base delle date e dei fatti concreti.

Posso mantenere immobili in Italia?

Sì. Il trasferimento in Svizzera non obbliga a vendere gli immobili italiani. Questi possono però continuare a produrre obblighi fiscali in Italia.

Posso mantenere una società italiana?

Sì, ma bisogna analizzare dividendi, ruolo amministrativo, luogo della gestione e rapporto tra fiscalità italiana e svizzera.

Posso aprire un conto corrente svizzero prima di trasferirmi?

Alcune banche accettano clienti non residenti, ma applicano proprie regole di KYC, costi e criteri di accettazione. Non esiste un diritto automatico all’apertura.

Il conto svizzero è segreto per il fisco italiano?

No. La Svizzera partecipa allo scambio automatico internazionale di informazioni finanziarie e le banche identificano la residenza fiscale dei clienti.

Devo chiudere i conti italiani quando mi trasferisco?

Non necessariamente. È però necessario comunicare correttamente il cambio di residenza fiscale agli intermediari e verificare quali rapporti possano essere mantenuti da non residenti.

Meglio vivere in Ticino o in un altro Cantone?

Dipende dall’obiettivo. Il Ticino è linguisticamente e geograficamente comodo per gli italiani, ma la fiscalità deve essere confrontata con altri Cantoni considerando anche patrimonio, reddito e costo immobiliare.

Trasferirsi in Svizzera conviene fiscalmente?

Può essere conveniente per alcuni profili e meno per altri. Un confronto serio deve includere redditi, patrimonio, imposta sulla sostanza, Cantone, Comune, assicurazione sanitaria, costo della vita e legami economici che rimangono in Italia.

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Trasferirsi in Svizzera può essere semplice dal punto di vista migratorio, ma molto più complesso dal punto di vista fiscale

Per un cittadino italiano l’Accordo sulla libera circolazione rende la Svizzera una delle destinazioni estere più accessibili.

Con un contratto di lavoro adeguato, una vera attività autonoma oppure mezzi economici sufficienti è possibile costruire un percorso verso il permesso B e, per gli italiani che soddisfano le condizioni, normalmente verso il permesso C dopo cinque anni di soggiorno regolare e ininterrotto.

Il vero lavoro di pianificazione riguarda però ciò che avviene dopo.

La Svizzera non ha una sola aliquota fiscale nazionale. Comune e Cantone possono modificare in modo significativo l’imposta sul reddito e soprattutto l’imposta sulla sostanza.

Per patrimoni importanti deve essere valutata anche l’imposizione secondo il dispendio, ricordando che non è compatibile con una normale attività lucrativa esercitata in Svizzera e che le regole cantonali non sono identiche in tutto il Paese.

Per gli italiani bisogna inoltre verificare il lato italiano dell’operazione: domicilio, giorni, AIRE, famiglia, società, immobili e investimenti.

La presenza di una Convenzione contro le doppie imposizioni rende il rapporto Italia-Svizzera più strutturato rispetto a molte altre destinazioni e può essere particolarmente importante nell’anno del trasferimento.

La domanda corretta non è quindi semplicemente “quanto si paga di tasse in Svizzera?”.

La domanda corretta è: “quanto pagherei io, con il mio reddito, il mio patrimonio, la mia famiglia e le mie società, trasferendomi realmente in uno specifico Comune svizzero?”

Stai valutando di trasferirti in Svizzera?

Capitalia può analizzare la tua situazione prima del trasferimento confrontando permesso di soggiorno, Cantone e Comune, residenza fiscale, imposta sul reddito e sulla sostanza, eventuale imposizione secondo il dispendio, società italiane e svizzere, immobili, conti bancari e applicazione della Convenzione Italia-Svizzera.

Richiedi un’analisi personalizzata

Le legislazioni cambiano costantemente. Requisiti, soglie di investimento, norme fiscali, procedure bancarie e condizioni dei programmi di residenza possono essere modificati anche in tempi relativamente brevi. In Svizzera è inoltre particolarmente importante verificare le norme del Cantone e del Comune prescelti, perché fiscalità e procedure possono differire significativamente sul territorio.

Il modo migliore è quello di contattarci per avere un’analisi personalizzata della propria situazione, verificando le regole effettivamente vigenti nel momento in cui si decide di procedere.

Fonti e nota informativa: Per l’aggiornamento della guida sono state consultate fonti istituzionali, tra cui Segreteria di Stato della migrazione della Confederazione Svizzera, portale ufficiale ch.ch, Amministrazione federale delle contribuzioni, Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, Ufficio federale di giustizia, Portale PMI della Confederazione, Convenzione Italia-Svizzera contro le doppie imposizioni, Accordo Italia-Svizzera sui lavoratori frontalieri, Agenzia delle Entrate italiana e normativa italiana sulla residenza fiscale. Questa guida ha finalità informative e non sostituisce una consulenza fiscale, legale, migratoria, societaria, immobiliare o finanziaria individuale.

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